La tua guida quotidiana per orientarti in un mondo in continua evoluzione

di Francesca Barbieri (qui)

Ciao e bentornati su 24+ Recap.
RECAP si compone di sei piccoli paragrafi:

  •  PROLOGO (PrologoL’Italia non è un paese per giovani. L’inverno demografico non abbandona il nostro Paese e quest’anno l’Istat ha contato circa 10 milioni 200mila giovani in età 18-34 anni, con una perdita di oltre 3 milioni (-23,2%) dal 2002. La situazione è drammatica al Sud, con un calo del 28% negli ultimi 20 anni (Fine del prologo)
  • IL MESTIERE DELLE ARMI (ll mestiere delle armi) Il primo ministro israeliano….
  • IL DENARO NON DORME MAI (Il denaro non dorme mai) L’inflazione USA superiore alle attese ha stoppato il Rally delle Borse europee…..
  • LA DISPUTA (la disputa) L’Internal Revenue Service, il fisco USA, ha chiesto a Microsoft di pagare
  • SALARIO MINIMO (salario minimo). L’assemblea del Cnel  ha approvato, a maggioranza, il documento finale su lavoro povero e salario minimo. Nel documento si valorizza «la via tradizionale» della contrattazione collettiva. L’assemblea del Cnel non ha approvato, a quanto si apprende, la proposta presentata dai cinque esperti, tra quelli nominati dal presidente della Repubblica, sulla sperimentazione della tariffa retributiva minima da affiancare alla contrattazione salariale

2) Il Cnel affossa il salario minimo 13 Ottobre 2023(qui)
Meloni: “Strumento inadeguato”. La premier: “Ora interventi organici”. Brunetta: “Nove euro per tutti? Non ha senso. Servono i contratti”. L’ira Pd e 5s
Paolo Bracalini

La bocciatura del salario minimo passa al Cnel a larga maggioranza. Su 62 consiglieri soltanto in 15 votano contro il documento finale, che indica nella contrattazione la «via maestra» contro il lavoro povero (39 a favore, 8 astenuti). In testa, nel fronte del no, i rappresentati di Cgil e Uil, due sindacati che sul salario minimo hanno fatto testacoda rispetto a quanto sempre dichiarato, passando da oppositori a supporter della misura sostenuta in Parlamento da Pd e M5s. Non c’è l’unanimità (ma è dal 2011 che il Cnel decide a maggioranza) e perciò l’opposizione parla di «Cnel spaccato», in realtà è la foto della spaccatura dei sindacati, con la Cisl rimasta coerente sul no al salario minimo, e Landini e Uil invece diventati paladini della paga minima di legge per allinearsi a dem e grillini. La linea del documento Cnel la riassume Brunetta: «Nove euro l’ora lordi per tutti non significano nulla, è una grida manzoniana. E chi non se lo può permettere che fa? Perde il lavoro o chiude l’azienda? È una semplificazione che fa male a chi ha i minimi più alti ma anche a quelli che hanno i minimi più bassi. Una contrattazione forte è l’unica garanzia per avere un mercato del lavoro equo». Il premier Giorgia Meloni riceve il documento a Palazzo Chigi e conferma la direzione: «Dall’analisi tecnica ricevuta emerge che il mercato del lavoro italiano rispetta pienamente i parametri previsti dalla direttiva europea sul salario minimo adeguato. Da ciò si evince che un salario minimo orario stabilito per legge non è lo strumento adatto a contrastare il lavoro povero e le basse retribuzioni» spiega Meloni. E annuncia «una serie di misure e interventi organici» per i salari, «nel minor tempo possibile», che tenga conto delle indicazioni del Cnel.

Ora la palla passa al Parlamento, dove è già calendarizzata per martedì prossimo in aula alla Camera la discussione sulla proposta di legge sul salario minimo firmata dall’opposizione (con l’eccezione dei renziani di Iv). L’ipotesi della maggioranza sarebbe di rinviare in commissione per approfondire il testo del Cnel e presentare proposte e emendamenti in merito. L’altra strada è un testo di maggioranza che, al posto del salario minimo, vada ad incidere sul potenziamento della contrattazione collettiva, come sembra prefigurare il premier.

3) Intervista. Sbarra: sul salario minimo operazione verità, rilanciare la contrattazione(qui)
Nicola Pini venerdì 13 ottobre 2023

Il segretario generale della Cisl commenta il parere del Cnel: «Bisogna valorizzare le buone relazioni sindacali». Da oggi la Festa della partecipazione per portare i lavoratori nei Cda delle aziende

«In Italia c’è una bruciante questione salariale che occorre affrontare rilanciando crescita e investimenti, qualità e stabilità del lavoro , produttività e coesione sociale. Serve ragionare su lavoro povero e salario dignitoso . Il Cnel ha compiuto un’operazione verità, dando basi solide di riferimento circa la necessità di tenere queste dinamiche ben ancorate alla contrattazione». Il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra commenta così il documento approvato dal Cnel, che esprime una preferenza per un salario minimo contrattuale piuttosto che su una soglia minima legale.

Segretario, la Cisl ha condiviso l’impostazione del Cnel, sulla quale i sindacati confederali si sono divisi. Resta il problema di come rafforzare i minimi contrattuali dove il sindacato è più debole.

Nel documento si afferma quello che la Cisl dice da sempre: per rispondere al problema bisogna valorizzare, sviluppare, innovare le buone relazioni sindacali e contrattuali, che coprono nel nostro paese il 97% delle attività. La sfida è prendere a riferimento i contratti maggiormente diffusi e prevalenti e di estenderli, settore per settore, ai pochi spazi ancora non raggiunti o schiacciati dagli accordi pirata. Una paga oraria di Stato rischierebbe di essere una toppa peggiore del buco.

C’è chi sostiene che una soglia minima legale non indebolisce la contrattazione e il ruolo del sindacato, come accade ad esempio in Germania. E la stessa Corte di Cassazione sembra richiamarne la necessità.

Bisogna fare chiarezza. In Germania la contrattazione collettiva copre a malapena il 60% dei comparti, ben al di sotto dell’Italia. Applicare quel modello al nostro sistema comporterebbe, nella fascia media, il rallentamento degli adeguamenti salariali e l’uscita di molte aziende dai contratti nazionali di lavoro. Quanto alle fasce deboli, rischieremmo l’impennata del lavoro nero e grigio. In un Paese come il nostro l’autorità salariale deve restare alla contrattazione. Questo dice anche l’Europa. E non per gelosia delle parti sociali, ma perché non esiste via più efficace, dinamica, adattiva, generativa e direi anche democratica per fissare retribuzioni adeguate, connetterle a obiettivi di produttività, alle specificità aziendali, territoriali e di comparto, rendendole coerenti con l’articolo 36 della Costituzione. Ben oltre le rigidità della legge, la discrezionalità della politica e le incertezze della giurisprudenza. Il vero problema è obbligare le aziende a rinnovare i contratti alla scadenza, anche introducendo sistemi di premialità e sanzione. Se alcuni settori faticano ad arrivare a soglie congrue è perché registrano ritardi rilevantissimi nei rinnovi, fino a 12 anni. Evidente, che in queste condizioni i minimi tabellari d’ingresso sono estremamente bassi.

Oggi e domani organizzate la Festa della partecipazione a supporto della vostra legge di iniziativa popolare per portare i lavoratori nei Consigli di amministrazione delle aziende. Come sta andando questa vostra campagna e quali sono gli obiettivi che vi proponete?

Le assemblee e gli incontri che faremo domani e sabato ………saranno l’occasione per spiegare le ragioni e l’estrema attualità della nostra proposta. Stiamo registrando un sostegno forte delle persone e importanti riconoscimenti anche da autorevoli espressioni del mondo dell’università, del giornalismo, delle istituzioni e delle imprese, senza dimenticare l’endorsement di una vasta area politica riformista. Con la partecipazione e la responsabilizzazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro potremmo risolvere le tante sfide che il Paese ha davanti: aumentare i salari, imprimere un’accelerazione su qualità e stabilità del lavoro, elevare il controllo su salute e sicurezza, frenare delocalizzazione e atti di pirateria industriale. A 75 anni dalla Carta costituzionale dobbiamo dare una forte spinta al percorso di attuazione dell’articolo 46, che definisce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione e alla ripartizione degli utili delle aziende.

Il governo vi ha convocato a Palazzo Chigi stasera sulla manovra. In base a quanto annunciato che giudizio dà dei progetti del governo?

Intanto mi lasci dire che è importante che il governo ci abbia convocato prima della riunione del Consiglio dei ministri. Non accadeva da tempo……. ..

Che cosa chiederete?

Di confermare la riduzione del cuneo contributivo e la perequazione delle pensioni, ridurre le tasse sui redditi medi e popolari, detassare le tredicesime a scaglioni, avviare la stagione dei rinnovi dei contratti pubblici. Serve un deciso investimento sulla Sanità, Scuola , sostegno alla famiglia.

LA BATTAGLIA RITORNA NELL’AMBITO POLITICO 

MA LE OPPOSIZIONI ORA VOGLIONO IL VOTO IN PARLAMENTO 

 LA MAGGIORANZA DI CENTRO DESTRA PROPENDE PER TEMPI PIU LUNGHI CON IL RITORNO IN COMMISSIONE . LE OPPOSIZIONI INSORGONO: SCHLEIN (PD) ABBIAMO IL CORAGGIO DI DIRE NO . PER M5S È UNA “MELINA INDEGNA” .

 MERCOLEDÌ 18 LA RESA DEI CONTI