La Tunisia non teme l’Isis
Pmi estere, nessuna fuga

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A cura di Bruno Russo Dal giorno della riapertura del Museo del Bardo la Tunisia tira un po’ di sollievo ma resta vigile nella lotta al terrorismo: A cura di Bruno Russo Dal giorno della riapertura del Museo del Bardo la Tunisia tira un po’ di sollievo ma resta vigile nella lotta al terrorismo: e si rivedono i turisti, accorsi a fotografare non solo i luoghi storici di Tunisi ma anche la stele posta a ricordo delle vittime della strage. Lo sottolinea il Console a Napoli Nasreddine Boubakri: “Le nostre relazioni internazionali restano ottime. La manifestazione che si è svolta a Tunisi il 29 marzo è la dimostrazione tangibile della solidarietà e del sostegno manifestato da tutti i Paesi del mondo, ma anche della volontà e della determinazione da parte del popolo tunisino nel condannare ogni forma di terrorismo per proseguire il proprio cammino sulla strada della democrazia. La riapertura del Museo è un evento eccezionale, frutto di una mobilitazione interna e internazionale; insieme alla marcia per la pace alla quale hanno partecipato personalità straniere come Holland e Renzi. La Tunisia sta scendendo in campo contro il terrore per riattivare la principale fonte di internalizzazione delle imprese, che resta legata principalmente al turismo. Vogliamo che la prossima stagione calda veda accorrere da tutto il mondo una crescente quantità di visitatori che amano le nostre spiagge, la nostra storia e la nostra tradizione artigianale“. Il Console Boubakri ha più di una volta sottolineato che purtroppo la disoccupazione esistente nel Paese ha portato molti giovani senza lavoro ad arruolarsi nell’Isis, ma è proprio da questo tarlo che deve venire la rinascita democratica della Tunisia, sorretta da una politica del lavoro che non faccia scappare le imprese, come l’italiana Jal Group che si era stabilita a Bizerte nel settore calzaturiero e che negli ultimi due anni ha levato le tende assieme ad altre aziende europee. Il Console ricorda che “i rapporti esistenti tra la Tunisia e l’Italia sono di lunga data. In Tunisia operano 800 imprese italiane. Gli investitori italiani operano diversi settori e rappresentano circa il 25% rispetto degli imprenditori stranieri. Esistono molte imprese campane che operano prevalentemente nel settore del tessile, del pellame e della plastica. Queste imprese hanno scelto di insediarsi in Tunisia innanzitutto per la loro vicinanza geografica; così come per la manodopera qualificata e per un quadro giuridico che offre delle agevolazioni e privilegi considerevoli”.