La verità sulla Dolce vita, applausi per Pedersoli al Modernissimo

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di Maridì Vicedomini

Applausi a scena aperta per “La verità su La Dolce Vita”, il docu-film di Giuseppe Pedersoli proiettato ieri sera al “Modernissimo” di Napoli alla presenza del regista e del protagonista Luigi Petrucci. La pellicola presentata in anteprima mondiale fuori concorso alla 77esima edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia dove ha mietuto ampi consensi, narra per la prima volta, grazie a documenti inediti, la genesi e le vicissitudini di lavorazione di uno dei più grandi capolavori della storia del cinema italiano; in particolare, il racconto si concentra sulla figura del produttore Giuseppe Amato, nonno materno di Giuseppe Pedersoli e sul suo complesso rapporto con Fellini e con il produttore, imprenditore, editore Angelo Rizzoli che lo affiancò in questa difficile missione. Da subito convinto, sceneggiatura alla mano, della straordinarietà del progetto, da tutti rifiutato perché considerato troppo lungo e costoso, Amato, scelse di credere ed investire nel film tanto da attuare un vero e proprio baratto con il produttore Dino De Laurentiis cedendogli “La Grande Guerra” ed ottenendo in cambio la cessione di tutti i diritti de “La Dolce Vita”. Il lavoro si sviluppa secondo un canovaccio preciso articolato dal regista Pedersoli, basato su un ordine cronologico degli eventi rivelati dalla fitta corrispondenza epistolare intercorsa tra Amato, Rizzoli e Fellini, immagini di repertorio, interviste d’archivio a Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Bernardo Bertolucci, Vittorio De Sica, Alvaro Manconi, Giuseppe Amato, Dino De Laurentiis, interviste attuali a Sandra Milo, Giovanna Ralli, Maria Amato, Valeria Ciangottini, Maria Amato ed il puntuale commento di Mario Sesti. “Il centenario della nascita di Fellini ed i sessant’anni dall’uscita del film “La dolce Vita – ha riferito Pedersoli – erano due circostanze temporali da non poter passare inosservate; pertanto abbiamo deciso di dare vita a un docu-film con uscita proprio in quest’anno per svelare al pubblico tutti i retroscena della realizzazione di un’opera che ancora oggi rappresenta un’icona nella storia del cinema mondiale. I tre protagonisti di questa fantastica, seppure controversa avventura, mio nonno Peppino Amato, Rizzoli e Fellini, nel film raccontano loro stessi attraverso uno scambio quasi quotidiano di lettere, telegrammi, preventivi, consuntivi. Il film “ha proseguito Pedersoli”, inizia con una visione quasi mistica con il viaggio di mio nonno a San Giovanni Rotondo da Padre Pio per ottenere una benedizione dall’Alto, per poi dare spazio alla situazione drammatica della post produzione in cui Fellini non voleva in alcun modo ridurre il metraggio del montato, Rizzoli si rifiutava di fare la distribuzione e Peppino Amato che si era fortemente indebitato per produrre il film. I documenti su cui abbiamo lavorato sono molto chiari ed ampiamente descrittivi; certamente la nostra più grande difficoltà è stata quella di fare un’accurata selezione di tutto il materiale ritrovato, scartando le informazioni di minore entità senza mai tradire lo spirito che traspariva da ognuno di essi, così da ottenere una ricostruzione della realizzazione del film che fosse la più obiettiva possibile”.