La via della seta non passa per Napoli

Italia e Cina summit di tutto rispetto sotto il profilo geopolitico e di politica economica.

Ottima performance nel Sud Italia ma la Belt & Road ( nuova via della seta ) non si ferma nel golfo piu’ bello del mondo come Cristo si fermo’ ad Eboli…..

A tal proposito vorrei ricordare agli addetti ai lavori che i Napoletani hanno iniziato i rapporti commerciali in Cina già’ dal 1902.
In quella data nella provincia di Hebel il quartiere italiano a Tianjin si costitui una numerosa colonia di commercianti napoletani. Nel 2007, l’allora Governatore della Campania Antonio Bassolino organizzo’ una visita culturale e commerciale a Tianjin nell’intento di rafforzare ulteriormente i vecchi rapporti esistenti. In particolar modo voglio sottolineare l’enorme lavoro di pionieristico svolto da noi operatori del settore gioielleria del corallo e delle perle di Torre del Greco in terra Cinese.

Se a Marco Polo va riconosciuto la scoperta dei spaghetti a noi Napoletani ed in particolare i mercanti di corallo di Torre del Greco va senza dubbio riconosciuta la scoperta del corallo in Cina e della sua divulgazione in tutto il mondo.

A tal fine voglio ricordare i cari dazi doganali e le ristrettezze nell’importazioni di gioielli in corallo da parte del Governo Cinese e vorrei lanciare un appello alle istituzioni affinché’ si possa creare un tavolo di lavoro per riprendere e potenziare il lavoro dei nostri predecessori e cercare di far passare la via della seta anche per Napoli, con abbattimenti di barriere doganali vedi ultimi accordi EPA tra Giappone e Unione Europea.

Napoli conta d’altra parte una comunità’ cinese pari a circa 14000 mila presenze al 7 posto in classifica italiana.

D’accordissimo con il Dr. Pietro Spirito Presidente dell’autorità’ Portuale di Napoli e Salerno che sottolinea di non essere preoccupato sulla scelta di Trieste, in quanto Napoli risulta essere già un porto che ha collegamenti con il governo di Pechino.

Condivido il pensiero della VicePresidente della Confindustria con delega all’Internazionalizzazione Dr.ssa Licia Mattioli che sostiene (il sud ha tutte le competenze per attrarre i capitali cinesi ), ma vorrei sottolineare in particolare che anche la Campania, con tuto l’indotto del settore della gioielleria, potrebbe avvantaggiarsi di questa rinnovata via della seta che apre la via in un mercato di un miliardo e mezzo di persone.

D’accordissimo infine con il pensiero del Presidente di Confindustria Dr. Vincenzo Boccia che afferma (gli accordi devono essere considerati come logica bidirezionale).

Nel 2007ad Hangzhou ho partecipato personalmente ai lavori del G-20 economico politico con i vari ministri delle finanze e e governatori delle banche centrali e leader dei venti paesi piu’ industrializzati, il summit era concentrato sull’Innovation e start up per i giovani Cinesi con obiettivo primario dare impulso alle nuove generazioni a breve e lungo termine.
Da questo summit ho potuto verificare le potenzialità’ e le numerosi opportunità’ che possiamo avere noi Italiani ed in particolare del settore Luxury, ma bisogna collaborare e formare squadra.
Una noce nel sacco non suona…………

A presto
Alfonso Vitiello Ditta D’ELIA 1790