La violenza dei no vax dilaga ovunque, anche in Francia. La polizia salva dalla lapidazione un deputato

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Da noi medici malmenati nei posteggi degli ospedali, altri ricevono pallottole per posta. C’è chi è minacciato di morte assieme alla famiglia. Senza dimenticare chi paragona l’obbligo di vaccinarsi alle deportazioni naziste. E chi, positivo, si mischia alla folla nel tentativo di contagiare. Purtroppo c’è chi li giustifica e delira definendoli “quelli che non la pensano come noi”. Qualcuno è addirittura preoccupato per l’accanimento che la società ha contro chi non vuole vaccinarsi. Anzi, c’è chi non è addolorato per la loro aggressività ma per il livore esagerato di chi ne è vittima. Che il vaccino dia alla testa?!

Un principe senza dignità né onore, ricorre al magistrato perché una bella straniera gli ha prosciugato il patrimonio
Il nonno. Frequentava il Caffè Rosati di via Veneto, che era il centro della Dolce Vita. Ricordo il nobile comportamento, che non ha tramandato. Lui avrebbe dimenticato, per non perdere assieme al denaro il ricordo di una bella esperienza e la dignità. Pazienza per le spese. Le avventure con belle donne costano. Anche a questo serve il denaro soprattutto se non si è guadagnato. Non è nobile chiedere la restituzione di regali e donazioni. È Miserabile. Sono tanti gli aristocratici che si sono impoveriti dietro attrici, cantanti e soubrette affascinanti. Ma hanno mantenuto il rispetto e la nobiltà.

In Kazakistan il Presidente ordina di sparare sulla folla a altezza d’uomo e senza preavviso. Così ha sedato la protesta
In un paese dell’Asia centrale, ricco di fonti energetiche, 18 milioni di abitanti , che va dal Mar Caspio alla Mongolia, i poliziotti hanno eseguito uccidendo tanta povera gente, come loro. Forse anche amici e congiunti, che protestano per il caro-energia, non contro la dittatura protetta dalla Russia e ben vista dalla Cina. Centinaia di morti – le cifre ufficiali minimizzano e ne citano 26, sorvolando sui feriti – migliaia gli arresti. La vera privazione di libertà è quando si è privati, con tale crudeltà anche del diritto di vivere. Noi, cui non manca nulla, ci lamentiamo per l’imposizione del green pass

Montecarlo era rinomata per i casinò, le feste, l’avvenenza delle principesse e il parlare che se ne faceva
Anche se adesso non ci sono più le principesse di allora e casinò ce ne sono ovunque, il principato è sempre abitato da gente ricca e famosa, E tanti campioni dello sport. Non si pagano tasse. Basterebbe che il sovrano gli imponesse di salire sul podio con i colori della nuova nazionalità perché il parse acquistasse più popolarità di un tempo. Potrebbe persino formare una squadra di calcio e ambire alla coppa del mondo. Quei campioni, in realtà evasori non hanno più diritto di rappresentare i propri paesi che hanno rinnegato per eludere il fisco.

Fibra d’acciaio quella povera regina. Figli e nipoti non le risparmiano dispiaceri mettendo a dura prova i suoi 96 anni
Ha superato persino l’incidente sospetto in cui perdette la vita Lady Diana. Prim’ancora le stravaganze di Carlo. Poi il distacco di Harry dalla famiglia reale dopo un discusso matrimonio con un’attrice americana divorziata. Persino il marito con le continue scappatelle che i giornali, anche i più pettegoli tacevano per rispetto di quella santa donna, al lavoro per tutti quanti. Adesso addirittura una donna che a New York accusa Andrea di averla violentata tre volte quando era ancora minorenne. Per fortuna è in processo civile, solo questione di soldi. Ci mancava solo che un figlio le finisse in galera.

Quanti ipocriti. Adesso che non c’è più tutti, da sinistra come da destra, lo indicano come ideale capo dello stato
Davide Sassoli è dovuto morire per essere rimpianto e lodato. Galantuomini capaci come lui e gentildonne altrettanto efficienti ce ne sono tanti, sia in parlamento che nella società civile. Essendo vivi non vengono presi in considerazione e nessuno li addita né ne riconosce il valore. Certo, i leader sono divisivi perché non possono spogliarsi dell’ideologia che li caratterizza e non ne hanno la voglia. Quando l’Italia era un grande paese chi lo gestiva sacrificava le ambizioni. Da De Gasperi a Craxi e gli altri si fecero sempre da parte. Ora offrono la candidatura ai migliori, purché siano morti.

Essendo ormai il paese delle mediocrità, tutti si ritengono adeguati a qualsiasi ruolo, persino a Capo dello Stato
Ognuno si crede migliore degli altri. Si riconosce solo l’efficienza e la capacità di Draghi. Infatti la maggior parte degli italiani sperano che rimanga a capo del governo. Molti politici, invece, vorrebbero toglierselo di torno mandandolo al Quirinale per prenderne il posto. Di Maio non si accontenta più della Farnesina e mira a Palazzo Chigi. Anzi, pare che si morda le dita per non avere pensato – una volta che aveva messo mano alla Costituzione per ridurre il numero dei parlamentari, il tacchino che festeggia il Ringraziamento – di non avere abbassato l’età del capo dello stato a 35 anni.