La vita di Prospero

di Nico Dente Gattola

Dino Morra è un gallerista Napoletano che con il volume “ 50 la vita di Prospero Ritondale nella disperata ricerca di Lei “ esordisce nel mondo della scrittura con un romanzo davvero ben scritto che si caratterizza per l’originalità e l’imprevedibilità.
Originale per come viene strutturata la narrazione la quale per come viene svolta coinvolge il lettore fin dalla prima pagina e anche per il riuscire a trasmettere una serie di messaggi che solo in apparenza appaiono in antitesi tra di loro.
Imprevedibile perché dà vita ad una storia che sviluppa in una modalità che davvero particolare che in astratto nessuno potrebbe prevedere.
Protagonista del libro è Prospero Ritondale un uomo che diremmo “ fatto “ o meglio ancora, dai lunghi e svariati trascorsi non solo lavorativi ma anche affettivi che ci conduce all’interno del suo percorso di vita con scelte coraggiose ,anche sofferte e che si caratterizza per l’impossibilità di relazionarsi in modo sano con l’altro sesso;insomma una persona che non esiteremmo a definire disturbata, che non riesce a coltivare un rapporto di coppia.
Eppure non si può dire che Prospero abbia difficoltà ad approcciare una donna e corteggiarla a farla sua , questo certamente no, tuttavia appena inizia una relazione nella sua mente scatta un meccanismo che lo induce a chiudere non solo in rapporto ma addirittura a punire con la morte la donna che ha avuto dalla sorte la sventura di fare la sua conoscenza.
Un perfetto contrasto che l’autore riesce a porre in risalto in modo esemplare senza prendere una posizione esplicita ma lasciando che sia il lettore a maturare la propria opinione sul protagonista.
Nel libro infatti Prospero è sempre proteso ad allacciare rapporti con l’altro sesso e per questo si tuffa in una serie di relazioni e di conquiste in astratto scollegate tra loro ma in realtà legate dal filo rosso della perenne insoddisfazione verso le sue partner,ma si badi non cerca tanto il contatto fisico, ma piuttosto prova a dare soddisfare la sue angosce : cosa impossibile e da qui i tanti delitti.
Chiaro siamo davanti ad una mente deviata che si macchia di una serie di femminicidi e che non merita per questo alcuno sconto da parte nostra ma Dino Morra vuole andare oltre. vuole dirci altro , farci riflettere su qualcosa che ogni volta travolti dall’emozione non riusciamo a cogliere perché è difficile comprendere cosa passi nella mente degli altri.
Difatti sceglie di porre l’accento non tanto sugli assassini che il personaggio commette, ma su ciò che porta ogni volta al crimine , vale a dire a tutto il vissuto che tristemente fa da contorno perché Prospero uccide senza un valido motivo , non per gelosia , non per un retaggio di patriarcato o tanto meno per sadismo ma solo perché la sua mente malata esclude che possa ancora vivere la donna che ha avuto la sventura di dare vita alle sue paure.
Non importa se sia una vecchia fiamma , l’avventura di un momento o tanto altro perché il destino è sempre quello e la sua parte deviata entra immancabilmente in azione, forse perché è una persona sola di sicuro perché è pervaso dall’incapacità di amare e riduce ogni aspettativa al tentativo impossibile di compiacere se stesso ed in realtà non cerca amore.
Morra si dedica quindi con particolare attenzione a descrivere la personalità del protagonista e a porre in risalto gli aspetti deviati e di ciò dobbiamo essere grati perché troppe volte nella realtà si sottovaluta che una mente deviata e disturbata è alla base di queste tragedie.
Ecco quindi che si comprende il motivo per cui nel momento del crimine sia così sintetico circa la descrizione dei particolari dell’omicidio : sicuramente l’intenzione è quella di porre l’attenzione sulla mente di Prospero e sulle follie che la caratterizzano interrompendo la narrazione al momento dell’omicidio.
Del resto anche i due matrimoni si caratterizzano per l’uscita di scena delle partene non con la morte ma con il divorzio ,il messaggio veicolato non cambia poiché anche qui tutto scaturisce dal suo carattere così particolare anzi narcisista ed assolutamente egoista, che predomina anche sull’attrazione e sulla chimica che si crea all’interno di un rapporto di coppia.
Questo infatti non è un thriller ma piuttosto un viaggio all’interno delle fobie di un uomo , della sua personalità che per questo non si sofferma sulla scena del crimine e sulla ricerca del colpevole e non a caso non viene mai affrontato l’aspetto successivo come le indagini perché altrimenti sarebbe un altro libro, non sarebbe possibile questa narrazione.
Nella lettura non si può non far caso che ogni singolo episodio potrebbe essere una storia a sé , dare luogo di per sé ad un libro o quanto meno far prendere al romanzo una piega differente ed in questo Dino si dimostra particolarmente capace poiché riesce a sviluppare la narrazione restando a cavallo tra più generi senza mai disorientare il lettore avendo sempre chiaro il messaggio che intende trasmettere.
Allo stesso modo l’autore riesce a mettere in risalto altri aspetti della personalità del personaggio che non necessariamente sono negativi, ma si badi la cosa non è assolutamente in contrasto con il quadro delineato anzi è indice della sua complessità .
Ecco quindi che scorgiamo un Prospero che ricorda dolcemente il padre e a tratti sembra quasi commuoversi e provare rimpianto per le parole che non si sono scambiati e che prova dei sentimenti verso il figlio che non vive con lui.
Può essere poi paradossale ma il nostro è un personaggio in cui in tanti ci possiamo riflettere poiché ha il coraggio di abbandonare un lavoro che amava per seguire le sue passioni e chi non l’ha qualche volta sognato? Siamo davanti anche ad un messaggio di speranza perché nella vita andrebbe seguita quella che è la vera inclinazione di ognuno; Prospero ha il coraggio di farlo e questa sua scelta viene premiata,in poche parole una figura che trasmette speranza.
Nel corso della lettura in ogni caso ci si chiede quanto ci sia di biografico di Dino Morra nel romanzo e per chi lo conosce la risposta è semplice: tanto anche se le motivazioni sono appannaggio del lettore attento anche solo di chi ha la pazienza di leggere la sua scheda biografica.
Anche se l’autore non ha nulla del criminale ed è una persona amabile che vuole semplicemente raccontare le dinamiche malate e deviate che spesso sono alla base di un feminicidio ,indubbiamente ci sono motivi che rimandano alla sua vicenda personale.
L’ambientazione del libro fa in primo luogo riferimento all’attività di Dino , quella di gallerista al suo mondo , all’arte di cui Prospero è letteralmente imbevuto e questo assicura alla narrazione una patina di autenticità che fa immedesimare ancora di più il lettore, perché le cose che fa nella vita professionale Prospero sono quelle che fa ogni giorno il suo creatore.
In alcune pagine possiamo cogliere richiami al fermento culturale che sui malgrado Napoli sta vivendo e su ciò che spinge un gallerista a fare questo mestiere ancor di più in una città complessa come questa,richiami che non sono mai casuali o peggio messi lì a caso ma sono funzionali al racconto , sono parte di esso.
Ancora, si può cogliere la passione musicale che pervade il buon Dino al punto che ogni delitto è caratterizzato da riferimenti a famose opere d’arte e dai riferimenti a famose opere d’arte una sorta di playlist, omaggio alla sua infanzia e alla sua adolescenza : il tutto condito con rituali in cui tanti di noi “ diversamente giovani” si possono riconoscere.
Un omaggio poi anche a certe zone come Pozzuoli che sicuramente deve essere per l’autore , per Dino Morra un vero e proprio luogo del cuore ,dove Prospero vive parti significative della sua vita.
Insomma è anche un libro con cui lo scrittore intende ricordare il suo passato e dare vita ai suoi ricordi e questo è indice di sensibilità che traspare chiaramente dalle pagine in cui viene descritto il vissuto alla base di Prospero Ritondale.
Sotto questo aspetto non è fuori luogo sostenere come Morra con i suoi ricordi costruisca un ambientazione rassicurante in cui dar voce agli aspetti più sensibili del personaggio di Procolo e che alla fine rende plausibile la convivenza di temi tra di loro in antitesi assicurando per ognuno il giusto spazio.
Un libro deve rilasciare in colui che sceglie di leggerlo emozioni , deve far riflettere e immedesimare in qualche pagina , tutto quanto si può ritrovare nel libro” 50 la vita di Prospero Ritondale nella disperata ricerva di Lei”.
A cominciare da questo numero che per Morra ha un valore simbolico e di ripartenza ma per chi di noi non è lo stesso? Chi non è legato ad un simbolo ?
Alla fine il messaggio che l’autore vuole trasmettere è sostanzialmente negativo, se visto con riferimento a Prospero che comprende che per la sua condizione non ci sarà una soluzione e che rimarrà sempre schiavo delle sue devianze e insoddisfazioni.
Si può talvolta al limite farla franca, ma gli errori e i nostri limiti ci dice Prospero con la sua vicenda alla fine ci presentano sempre il conto.