La vittoria di Erdogan mette le ali alla lira turca

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Borsa italiana in rosso: il Ftse Mib segna -0,31%, il Ftse Italia All-Share -0,29%, il Ftse Italia Mid Cap -0,05%, il Ftse Italia Star +0,01%. Mercati azionari europei sotto la parità: DAX -0,2%, CAC 40 -0,3%, FTSE 100 -0,5%, IBEX 35 -0,6%. Venerdì scorso a Wall Street l’S&P 500 ha chiuso a -0,48%, Nasdaq Composite a -0,40%, Dow Jones Industrial a -0,52%. I future sui principali indici USA attualmente sono in ribasso dello 0,3-0,4 per cento. In rosso Tokyo con il Nikkei 225 a -2,10%. Deboli le borse cinesi: a Shanghai l’indice CSI 300 termina a -1,64%, a Hong Kong l’Hang Seng a -1,19%. Sui mercati asiatici hanno pesato le incerte indicazioni provenienti dagli indici PMI manifatturieri. Euro poco sotto i massimi di venerdì contro dollaro. EUR/USD oscilla in area 1,1030. Mercati obbligazionari europei deboli in avvio, BTP sotto pressione. Il rendimento del BTP decennale è in rialzo di 5 bp rispetto alla chiusura precedente all’1,64%, quello del Bund è stabile allo 0,54%. Lo spread è quindi in rialzo di 5 bp a 110 bp.

Forex

Balzo della lira turca sull’onda delle elezioni politiche in Turchia con la netta vittoria alle elezioni politiche dell’AKP di Erdogan che ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento. In forte rialzo anche la Borsa turca con l’Istanbul 100 Index che segna un progresso di quasi il 5% sulle attese di un ritorno della stabilità politica dopo le incertezze degli ultimi mesi. Sul forex la lira turca sale di oltre il 5% contro il dollaro Usa, maggior rialzo giornaliero dal 2008. Il cross usd/lira sceso in area 2,76 con la divisa turca ai massimi dallo scorso luglio. Il partito conservatore islamico AKP ha avuto oltre il 49 per cento dei voti (dal 40,9% delle elezioni di giugno) ottenendo 316 seggi dei 550 totali. L’HDP, il partito popolare pro-curdi, dovrebbe aver raggiunto il 10 per cento dei voti (10,5%), necessario per ottenere rappresentanza parlamentare (in totale 59 seggi), con una diminuzione del rischio di un aumento della tensione tra il governo e curdi anche se la prima reazione all’esito delle urne sono state proteste in piazza da parte della minoranza curda con scontri contro la polizia in varie zone del Sud del Paese. I curdi hanno subito denunciato irregolarità elettorali.

Borse asiatiche

Dopo un mese di ottobre che ha regalato ai listini asiatici la migliore performance dal gennaio 2012, la prima seduta di novembre è ampiamente in territorio negativo, con la sola eccezione di Seoul (il Kospi segna infatti un progresso dello 0,28%). Se il positivo ottobre anche per i listini Usa si era chiuso venerdì con una perdita di circa mezzo punto percentuale a Wall Street, a causa di deludenti dati macro, le Borse asiatiche sono condizionate anch’esse dall’economia, ma in questo caso da quella cinese. Nel weekend, infatti, l’Ufficio nazionale di statistica di Pechino ha comunicato la lettura di ottobre dell’indice Pmi manifatturiero, rimasto invariato ai 49,8 punti di settembre (quand’era cresciuto modestamente rispetto ai 49,7 punti di agosto che erano stati la lettura più debole degli ultimi tre anni). Il dato, che rimane quindi per il terzo mese consecutivo sotto la barriera psicologica di 50 punti, è anche inferiore ai 50,0 punti del consensus. Un po’ di ottimismo è invece arrivato dal successivo Purchasing Managers’ Index (Pmi) elaborato da Markit/Caixin che per lo scorso mese si è attestato a 48,4 punti, migliore performance degli ultimi quattro mesi, da 47,2 punti di settembre (livello più basso in sei anni e mezzo) e 47,3 punti di agosto. Il dato è anche decisamente migliore rispetto ai 47,5 punti del consensus. Nonostante la conferma della contrazione della Cina, il Pmi Markit/Caixin ha dato un po’ di respito ai listini cinesi, che si sono momentaneamente ripresi, sfiorando anche la parità. ”Il Caixin è di solito maggiormente associato a imprese più piccole del settore privato, e per questo vedere un recupero dai minimi in diversi anni del mese precedente è certamente positivo”, ha scritto Ig Markets in un report. “L’aspetto chiave del Pmi manifatturiero è che l’attività in Cina si è stabilizzata a seguito del significativo allentamento monetario”. Dopo avere toccato perdite superiori al 2% all’apertura degli scambi, Shanghai e Shenzhen hanno recuperato terreno, ma a circa un’ora dalla chiusura la performance resta pur sempre negativa (rispettivamente intorno all’1,50 e all’1,30% di declino). Dopo una sortita sotto al punto percentuale, rimane in flessione di circa l’1% l’Hang Seng di Hong Kong. La performance peggiore, tra i principali indici della regione, è stata quella di Tokyo, con il Nikkei 225 che ha segnato una perdita del 2,10% alla fine degli scambi. Anche nel Sol Levante a comandare è stata la debolezza dell’economia cinese e non è bastato a sostenere i corsi il fatto che per il Giappone la lettura finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei per ottobre si sia attestata a 52,4 punti, leggermente peggio rispetto ai 52,5 punti del dato preliminare ma in significativo progresso rispetto ai 51,0 punti registrati in settembre. Peggior titolo dell’indice è stato quello di Yahoo! Japan, che ha perso oltre il 9% nella seduta. La joint venture di Yahoo! e SoftBank ha comunicato il declino del 6% dei profitti del terzo trimestre e annunciato che continuerà a investire nell’e-commerce di Yahoo! Shopping. A Sydney l’S&P/ASX 200 ha segnato una perdita dell’1,41% in una seduta, per un mercato molto sensibile ai corsi delle materie prime, condizionata da un ulteriore declino dei corsi del petrolio e dall’oro che è scivolato ai minimi delle ultime quattro settimane.

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso l’ultima seduta della settimana scorsa in ribasso. Il Dow Jones ha perso lo 0,52%, l’S&P 500 lo 0,48% e il Nasdaq Composite lo 0,40%. Decisamente positivo invece il bilancio del mese di ottobre (+8,5% per il Dow Jones, +8,3% per l’S&P 500 e +9,4% per il Nasdaq Composite). Si tratta del miglior rialzo mensile degli ultimi 4 anni. Deludenti i dati macroeconomici pubblicati in giornata. La spesa per consumi personali è risultata pari a +0,1% su base mensile, risultando inferiore sia alle stime degli addetti ai lavori (+0,2%) che alla rilevazione precedente pari a +0,4%.L’indice del costo del lavoro è cresciuto dello 0,6% nel terzo trimestre dopo l’incremento dello 0,2% rilevato nel trimestre precedente. Le attese degli addetti ai l avori erano fissate su un incremento dello 0,5%. Gli esperti dell’Università del Michigan e di Reuters hanno rivisto al ribasso la stima preliminare dell’indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi del mese di ottobre a 90 punti dai 92,1 della prima lettura risultando tuttavia in crescita dagli 87,2 punti di settembre. Le aspettative degli analisti erano fissate su un indice pari a 92,5 punti. Sul fronte societario si segnale LinkedIn che ha registrato +10,88%. Il social network per professionisti ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel terzo trimestre l’utile per azione ha superato nettamente le previsioni a 0,78 dollari contro i 48 centesimi indicati dal consensus mentre i ricavi sono aumentati del 37% a 780 milioni contro i 756 milioni del consensus. Il numero di utenti è cresciuto del 20% a 396 milioni.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana e del mese di novembre in ribasso in attesa della pubblicazione degli indici PMI manifatturiero della zona euro. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,5%, il Cac40 di Parigi lo 0,4%, il Ftse100 di Londra lo 0,6% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,55%. I mercati del vecchio continente risentono del dato macroeconomico cinese sull’attività manifatturiera ad ottobre pubblicato in giornata che ha evidenziato una contrazione per l’ottavo mese consecutivo.

Italia

Piazza Affari ha chiuso poco mossa l’ultima ottava di un mese brillante per i listini azionari del Vecchio Continente. In settimana ha fatto grande notizia la discesa sottozero per la prima volta dei rendimenti dei Bot semestrali in asta. Rendimenti ai minimi storici anche per i Btp a cinque anni. In questo quadro a Piazza Affari, dove oggi è rimasta sotto i riflettori Telecom Italia, l’indice Ftse Mib ha chiuso invariato a 22.442 punti.


I dati macro attesi oggi

Lunedì 2 novembre 2015

02:35 GIA Indice PMI manifatturiero ott;

02:45 CINA Indice Caixin PMI manifatturiero ott;

09:15 SPA Indice PMI manifatturiero ott;

09:45 ITA Indice PMI manifatturiero ott;

09:50 FRA Indice PMI manifatturiero (finale) ott;

09:55 GER Indice PMI manifatturiero (finale) ott;

10:00 EUR Indice PMI manifatturiero (finale) ott;

10:30 GB Indice PMI manifatturiero ott;

15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero (finale) ott;

16:00 USA Indice ISM manifatturiero ott;

16:00 USA Spesa in costruzioni set;

18:00 USA Intervento Williams (Fed).