Lacco Ameno, i candidati sindaci si accusano di brogli, interviene il parroco: Basta liti, siate responsabili

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in foto una veduta di Lacco Ameno d'Ischia

Oggi Lacco è ferita. Vi chiedo e vi supplico: abbassiamo i toni che questa campagna elettorale ha innescato”. A scriverlo, in una lettera aperta rivolta alla comunità parrocchiale di Lacco Ameno, è don Gioacchino Castaldi, parroco della chiesa della Santissima Annunziata in Santa Maria delle Grazie, preoccupato dallo scontro tra i due candidati a sindaco del comune ischitano, Giacomo Pascale e Domenico De Siano, tra i quali si è registrata una perfetta parità di voti con reciproche accuse di brogli. Pascale e De Siano si sfideranno nuovamente al turno di ballottaggio. “Carissimi fratelli – scrive don Gioacchino – da ben 9 anni sono vostro parroco e vi devo confidare che mai e poi mai avrei immaginato di scrivervi facendo appello non già al vostro essere fedeli che ogni giorno con devozione accorrono nelle nostre singole chiese dislocate nel nostro territorio, ma al vostro essere cittadini responsabili e coscienziosi. Ricordiamo bene che non si vive di rancore, non si spegne la fiamma dell’odio con altro odio. Nessuno di noi sarà più in grado di amare se il proprio agire genera odio. Sento, perciò, il bisogno impellente di dirvi di restare uniti. Evitiamo evangelicamente di contrapporci, facciamo i cristiani, gente che pratica il perdono, la misericordia, la carità. Proprio la politica rappresenta la più alta forma di carità perché in lei è insito il fine a cui tutti noi tendiamo: il bene comune”.
La comunità di Lacco, prosegue don Gioacchino Castaldi nella lettera, “è ora chiamata a mettere da parte la malevolenza e a riaffermare il proprio orgoglio in nome dell’unità, quell’unità che ho visto nei vostri occhi e toccato con mano nei giorni immediatamente successivi a quel luttuoso evento sismico del 2017. Ritorniamo, dunque, ad essere quella comunità tenace che a testa alta si è unita all’alba del terremoto e che lotta insieme in un unico battito. Cari fratelli, apriamoci all’ascolto e il nostro animo sarà ricolmo di amore. La maldicenza è un virus più infido e pericoloso del Covid: chiude il cuore di una comunità, avvelena le anime, induce a nutrirsi di veleno. Un cuore intriso di odio favorisce aspre lotte perfino tra coloro che fino a pochi giorni fa amavano definirsi fratelli e apre ferite insanabili e perpetue”. Da qui la “supplica” affinché siano abbassati “i toni che questa campagna elettorale ha innescato. Basta ingiurie, offese, minacce, insulti gratuiti. Rendendo male al male non si vive bene né troppo a lungo e soprattutto si alimenta la fiamma dell’odio che vive dell’inestinguibile fuoco del male. Il bene è e deve essere il nostro possesso perenne. Facciamo che ritorni a regnare la calma, che le nostre azioni e le nostre parole siano contrassegnate dalla dolcezza e dal rispetto. Vi voglio e vi vorrò bene, sempre”, conclude don Gioacchino Castaldi.

De Siano: Contro di ma una campagna d’odio

“Carissimo don Gioacchino, ho letto il suo accorato appello e la ringrazio. Infatti da settimane, se non mesi, sono oggetto di una vera e propria campagna d’odio senza sosta”. Così Domenico De Siano, senatore di Forza Italia e coordinatore regionale del partito, risponde al parroco della chiesa della Santissima Annunziata in Santa Maria delle Grazie. De Siano ricorda: “Mi hanno chiamato ‘Corleone’, hanno fatto ascoltare la colonna sonora del ‘Padrino’ parlando di me. Fa benissimo, don Gioacchino, a richiamare certi personaggi ad assumere un atteggiamento più serio. Sono queste le derive che la nostra Lacco Ameno non deve prendere”. De Siano spiega di aver “colto l’importanza e la sensibilità con cui il parroco ha voluto prendere parte in questa campagna elettorale, un momento difficile per il nostro paese. La democrazia – aggiunge – è stata calpestata e i diritti dei più deboli sono stati violati. Il paese ha bisogno di una guida seria, che metta al centro l’interesse comune e che sappia progettare il nostro domani perché Lacco Ameno merita serietà, impegno, sobrietà istituzionale, religiosa e civile”, conclude De Siano.