L’altra faccia dell’arte a Napoli: Bruno Aymone, Silvio Frigerio e Luigi Grossi

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in foto Bruno Aymone e Silvio Frigerio (ph. Bruno Aymone)

Ideato dall’artista Giuseppe Leone, è un osservatorio sull’arte visiva che, attraverso gli scritti di critici ed operatori culturali, vuole offrire una lettura di quel che accade nel mondo dell’arte avanzando proposte e svolgendo indagini e analisi di rilievo nazionale e internazionale.

di Ilaria Sabatino

Napoli una città di arte, di musica e di luoghi in cui possiamo incontrare persone che cercano di far conoscere anche il volto più nascosto di questa città! Oggi in Vico Lungo Gelso presso Studio49 ho incontrato tre di queste persone che parlano, divulgano e amano l’arte in tutte le sue forme. L’architetto Silvio Frigerio attraverso la sua passione per la fotografia, ci trasmette immagini insolite ma che mostrano in modo particolare alcuni protagonisti dell’arte contemporanea. Il giornalista, regista Bruno Aymone, che divulga da anni l’arte attraverso il web, ponendo il suo occhio attento soprattutto verso i giovani artisti. Infine Luigi Grossi, artista che attraverso la sua arte ha sempre voluto porre l’attenzione sulla conoscenza del passato fusa con l’arte sperimentale. La mia intervista oggi verterà in particolare a conoscere com’è nata la loro collaborazione, complicità, amicizia nel far conoscere e divulgare l’arte in modo semplice, chiaro e diretto. Ne iniziamo a parlare con il regista Bruno Aymone.

Da sempre seguo le tue coinvolgenti ed interessanti interviste. Attraverso questo tuo modo d’intervistare riesci a diffondere l’arte, in modo semplice e diretto. Il tuo occhio è sempre attento al mondo dell’arte, ma in particolare, cerchi di far conoscere l’arte chiamiamola così di “nicchia”. Potremmo dire che anche la tua è una forma di arte? E che ci fa scoprire un’altra faccia dell’arte a Napoli?
Io mi considero come, accennavamo prima un divulgatore, quindi ciò che faccio io è prettamente mirato alla conservazione di ciò che viviamo in quest’epoca, in questo periodo. In modo tale che un domani, grazie sempre ad internet, quindi noi saremmo immortali, perché internet sarà superiore al nostro quid di vita, potremmo anzi potranno gli altri, le generazioni a venire volendo, studiare la fenomenologia di questo periodo. Essendo questo un periodo ancora da studiare e scoprire, parlo degli anni ’80, gli anni 90 e gli anni 2000. Io non mi reputo un’artista, ma un propagatore della loro arte e se posso dire un pregio che faccio mio, è quello di aver sempre volato ad altezza d’uomo, nel senso che avrei potuto scegliere personaggi di una certa levatura, di una certa statura, invece no. Ho nel mio repertorio 22.000 pezzi, ormai sono venticinque anni che non faccio più carta stampata, ma che lavoro sul web. Per tale motivo, ho visto crescere tante persone che allora erano giovani oggi sono artisti affermati, questo perché ho sempre creduto nei giovani! È facile andare per case d’artista ed intervistare quelli rinomati, conosciuti, invece la scommessa è proprio sui nuovi talenti perché sono loro che devono crescere e sono loro che devono essere evidenziati.

Com’è nata la tua collaborazione con l’artista Luigi Grossi e l’architetto Silvio Frigerio?
Con l’architetto Frigerio, col quale ci conosciamo da tanto tempo, è nata perché abbiamo unito la sua passione per la fotografia e per l’architettura, chiaramente il suo lavoro, e la volontà della ricerca che ci ha sempre accomunato. Ci siamo trovati in un unione di intenti e anche se siamo in autonomia, ognuno svolge il proprio lavoro, però è tutto finalizzato alla TV Cultura, io ho 36 canali in video, che servono proprio per poter distribuire a 360° la comunicazione. La collaborazione con l’artista Luigi Grossi risale pure ad una quindicina di anni, non è poca! Ad avvicinarmi a Luigi fu il piacere di riscontrare in lui, oltre che l’artista anche un programmatore, perché Luigi ha sempre programmato la vita come anche il modus di vivere il fenomeno artistico napoletano, è stato uno dei precursori. Ha una lunga gavetta alle spalle e ciò gli permette ancora oggi di conoscere e di frequentare tante persone, non dimentichiamo che i suoi studi, perché quello di Vico Lungo Gelso non è l’unico, ma ve ne sono stati di altri in precedenza, che sono stati sempre il rifugio no dei peccatori, ma il rifugio degli artisti che hanno voluto apprendere, hanno voluto fare vita in comune con un’artista del suo calibro. È un’artista a 360°, oggi ha abbracciato anche il campo del teatro, egregiamente, quindi si interessa di sceneggiatura, ma non solo è anche produttore di quello che fa, per tale motivo è un personaggio completo.

Silvio Frigerio: architetto, ma anche grande estimatore di arte. Che nesso c’è tra l’architettura e l’arte nelle tue fotografie?
In effetti, l’architettura è arte altrimenti come ho scritto su facebook poco tempo fa è edilizia. La vera architettura è arte, non confina con l’arte non ha necessità di avere oggetti artistici come pelle, è arte quando è vera architettura. Altrimenti, con rispetto di tutti i colleghi, è edilizia ne ho fatta molta anch’io.

Anche tu stai diffondendo un nuovo tipo di arte, nuova ma interessante. Possiamo chiamarla l’altro volto di Napoli?
Napoli è polivalente, l’altro volto di Napoli c’è sempre stato, è un volto che parte dal cuore dei napoletani. Quindi i veri napoletani, innamorati di Napoli, guardano Napoli con occhi diversi, qualche difettuccio Napoli ce l’ha, ma a noi sta bene li sopportiamo e viviamo contenti.

Luigi Grossi: padrone di casa di Studio49, adesso anche Sipario49 e Spazio Visivo, hai sempre cercato nella tua arte una risposta alla tua ricerca. Sei passato dalla pittura alla scultura mantenendo sempre un filo conduttore. Ora hai deciso di portare la tua arte sul palcoscenico all’interno del tuo studio, nel quale hai dato sempre spazio non soltanto a grandi artisti, ma anche a giovani artisti. Sei sempre stato pronto ad accogliere chiunque ti avesse chiesto un aiuto. Cosa ti ha spinto verso questa scelta per le poesie con la Dickinson, il teatro, la collaborazione con altri artisti?
Nce da lontano questa scelta, dovuta sempre alla ricerca dell’essere che porta sempre a qualche cosa interiore che si vuole esprimere, allora l’emozione è tanta che a 360° si esprime, naviga a punto tale da mettere sempre in evidenza no Luigi Grossi, ma gli altri: amici, pittori, scultori. Questo spazio è stato sempre dedicato e aperto a tutti, adesso si affaccia anche diciamo alla parte teatrale. Abbiamo fatto delle commedie bellissime, con degli attori stupendi, poi ci sono state anche delle importanti manifestazioni, ci siamo interessati di far conoscere la nascita di alcuni teatri a Napoli, con la mostra dell’architetto Tommaso Tuccillo, il quale attraverso una mostra fatta in loco ha presentato la sua ricerca universitaria sul teatro Mercadante, coinvolgendo e facendo conoscere a noi e al pubblico presente la storia di questo teatro. Poi c’è stata un’altra manifestazione teatrale che è stata dedicata a Etty Hillesum, un atto unico, pensato e scritto da me con l’aiuto di Bruno Aymone. Il quale è sempre di casa qua, abbiamo questo contatto di grande stima, di grande amicizia ed è sempre pronto a darmi ottimi consigli. Il nostro spazio è sempre pronto ad evolversi e andare avanti verso nuove ricerche basate sempre sull’arte e tutte le sue forme.

Mi hai accennato della tua collaborazione con Bruno, ma ciò che mi premeva sapere è che la cooperazione con Bruno Aymone e Silvio Frigerio avviene e viene diffusa anche sul web, in modo molto ironico, cioè voi trasmettete e diffondete arte, però lo fate coinvolgendo non soltanto l’artista ma siete anche voi coinvolti! Cosa mi puoi dire?
Certo non esiste nessun sipario, che praticamente nasconda la nostra comicità, la nostra dialettica napoletana, quello di andare oltre certi contenuti, non c’è nessuna censura, facciamo le cose all’improvviso, fotografie all’improvviso, scketch all’improvviso, diciamo un po’ alla Totò che quando si presentava sul set non dava mai un copione, è così è Bruno inventa, inventiamo, costruiamo, ridiamo, ci sta sempre quell’umorismo che ci porta a navigare nell’oceano tempestoso dell’arte. Cerchiamo nel limite del rispetto di coinvolgere, quando è possibile, l’artista presente, il pubblico o il critico d’arte! Come hai detto diffondiamo arte e ci piace farlo anche in un’atmosfera idilliaca.