L’Ambasciata egiziana offre assistenza per il programma Vision 2030

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In foto Hisham Mohamed Moustafa Badr, ambasciatore d'Egitto in Italia
Si chiama turismo archeologico e lega  la Campania e l’Egitto più di quanto si possa credere, anche perché la storia antica ci accomuna e quella moderna ci lega con una certa cautela, che deriva dalla delicatezza di una area geografica che non trova pace nelle cronache internazionali. Proprio sulla base di far crescere tutti questi legami con il nostro Paese, e con un nome che richiama le normative industriali europee, adesso si chiama Vision 2030 ed è il piano di rilancio nazionale più importante nella storia dell’Egitto moderno. Un master plan da 45 miliardi di dollari che prevede il lancio di sei nuove località a vocazione turistica, in buona parte lungo il nuovo asse scaturito dal raddoppio del canale di Suez, ma soprattutto la realizzazione di una nuova città amministrativa, una sorta di Cairo 2 che sorgerà a 50 km dalla capitale, nel sud-est del Paese, in un’area di 700 kmq che accoglierà uffici, alloggi per 5 milioni di residenti, alberghi, un centro congressi per 3mila persone, 2mila scuole e mille moschee, il più grande parco divertimenti del continente, e circa 2.200 km di moderne reti stradali.
Oltre mille opportunità di investimenti anche per le imprese italiane. Da qui la missione annunciata da Ismaa, Istituto Mediterraneo per Asia e Africa, e presentata all’Ambasciata d’Egitto a Roma, di cui SE Hisham Mohamed Moustafa’ Badr,  dove è stato illustrato nel dettaglio l’ambizioso Piano per il “nuovo” Egitto. Un progetto complesso che prevede, appunto, sei nuove destinazioni turistiche, di cui alcune sulla costa nord affacciata sul Mediterraneo e altre mete al nord del Mar Rosso, vicine al porto di El Sukhna; il Piano prevede inoltre lo sviluppo della costa nord-occidentale con la creazione di una Città del Legno (che diventerà la capitale del mobile per gli egiziani) e di una Città della Pelle.
Il governo  egiziano ha previsto una serie di incentivi per le aziende e gli imprenditori stranieri che intendono cooperare – ha sottolineato l’ambasciatore egiziano in Italia, Hisham Badr – E l’Italia, tra i primi partner commerciali dell’Egitto, è sicuramente uno dei Paesi con i quali si possono aprire nuove relazioni e generare grossi business .
Da qui la missione presentata dal presidente dell’Ismaa, Maurizio Barnaba, e dal suo segretario generale Vincenzo Valenti, che dal 13 al 16 ottobre porterà numerose aziende italiane al Cairo per incontrare ministri, amministratori e imprenditori locali. Al momento sono circa 30 le imprese italiane che hanno aderito, ma si prospetta un crescente interesse visto l’impegno mostrato dal governo egiziano.
Tra le destinazioni turistiche che arricchiranno il panorama ricettivo del Paese, con investimenti programmati e lavori in parte già avviati, spiccano New El Alamein City, lungo la costa nord del Mediterraneo, e Al Galala City, a nord del Mar Rosso, poco distante da El Sukhna, quest’ultima con progetti approvati per la realizzazione di due alberghi di lusso, un resort, un water park e una marina per incentivare il turismo nautico. E sempre in questa zona il governo intende allestire altre località turistiche. Si possono solo immaginare quindi le opportunità che interesseranno le nostre aziende turistiche e in particolare quelle in località come la Campania che confinano con il mare.                  Oggi l’Egitto, che tra le infrastrutture per il leisure conta 17 campi da golf e 22 Spa è – secondo gli analisti dell’Unwto – il Paese della regione africana, col più alto indice di crescita turistica del 2017 con 4,7 milioni di visitatori stranieri (+54%) e 52 milioni di pernottamenti (+171%). Anche per l’Italia, l’aspettativa dichiarata dallo stesso ambasciatore egiziano è di tornare alle perfomance dei primi anni del Duemila con 1,2 milioni di visitatori l’anno.