L’ambasciatore Ferrara, casertano, visita la rete ferroviaria in Algeria

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In foto Pasquale Ferrara
di Bruno Russo
“Le imprese italiane che collaborano alla promozione e allo scambio di conoscenze, competenze e formazione hanno sempre lavorato con le loro controparti algerine per realizzare progetti di levatura internazionale tra i più importanti del continente africano e contribuiscono allo sviluppo economico dell’Algeria nel settore delle infrastrutture”. Lo ha dichiarato l’Ambasciatore d’Italia in Algeria, Pasquale Ferrara, in visita ieri nei cantieri di Condotte sulla rete ferroviaria in via di realizzazione tra Oued Tlelat e Tlemcen. Ferrara è nato a Caserta e vissuto ad Arienzo . Ha 58 anni. Nel 1981 si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Napoli. Nel 1984 è entrato in carriera diplomatica ed ha iniziato il suo percorso professionale alla Farnesina inizialmente presso la Direzione generale per l’Emigrazione e gli Affari Sociali ed in seguito al gabinetto del ministro. Nel 1987 ha prestato servizio presso l’Ufficio del consigliere diplomatico del presidente della Repubblica. Nel 1989 è stato trasferito all’ambasciata a Santiago e nel 1992 è stato nominato console ad Atene. Nel 1996, al suo rientro a Roma, ha assunto l’incarico presso la segreteria generale. Nel 1999, è stato destinato alla rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea, dov’è rimasto fino al 2002, anno in cui è stato destinato all’ambasciata a Washington in qualità di primo consigliere nel settore politico. Nel 2006, dopo la promozione a ministro plenipotenziario, è stato nominato capo del Servizio stampa e informazione, con il connesso incarico di portavoce del ministro e nel 2009 ha assunto l’incarico di capo dell’unità di analisi e programmazione della segreteria generale. Nel 2011, è stato nominato segretario generale dell’Istituto universitario europeo di Firenze e nel 2016 è tornato alla Farnesina per assumere alle dirette dipendenze del direttore generale per la Promozione del Sistema Paese. Da molti anni affianca il servizio diplomatico con una intensa e assidua attività accademica e di ricerca sulla teoria delle relazioni internazionali. Ha pubblicato numerosi volumi, articoli ed interventi su riviste specializzate. L’ambasciatore, nel corso della sua visita presso i viadotti speciali della linea, si è detto particolarmente colpito dalle elevate competenze tecniche e specializzazione tecnologica delle imprese italiane che operano in Algeria. La nuova ferrovia ad alta velocità Oued Tlelat-Tlemcen costituisce un tassello fondamentale all’interno del piano di sviluppo algerino delle infrastrutture ferroviarie. Si tratta del primo progetto di alta velocità realizzato ex-novo secondo i nuovi standard “europei”. Elemento centrale del progetto è la costruzione di due imponenti viadotti di lunghezza pari a 1.780 e 690 metri, caratterizzati da un’altezza di 130 metri e da campate di analoga ampiezza. “Le parole dell’ambasciatore – ha dichiarato il direttore estero di Condotte, Ernesto Guerrieri – rappresentano un importante riconoscimento alle competenze consolidate negli anni nella realizzazione di opere ad alta complessità in Italia e all’estero.” La visita dell’ambasciatore Ferrara segue quella effettuata dal diplomatico italiano il 26 settembre scorso presso i cantieri di imprese italiane in Algeria e fa parte di un “percorso che mira a valorizzare la cooperazione strategica algero-italiana per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali”. La nuova linea ferroviaria ad alta velocità Oued Tlelat-Tlemcen è parte integrante del piano di sviluppo algerino delle infrastrutture ferroviarie. Lo sviluppo della tratta è di circa 132 km e fa parte del corridoio principale, che corre in direzione Est-Ovest, della costruenda rete ferroviaria Algerina.La Oued Tlelat-Tlemcen rappresenta il primo progetto di linea ad alta velocità realizzata ex-novo secondo standard “europei” (Eurocodici come Normative di riferimento, Segnalamento secondo standard ERTMS 2, trazione elettrica 2×25 kv, ecc.). Lungo la tratta è prevista la realizzazione di 48 viadotti (sviluppo 18.480 m), di un tunnel (sviluppo 666 m), 30 ponti ferroviari, 23 sottopassi e molteplici opere minori ed interventi di riassetto ambientale dei territori attraversati. Tra le opere si evidenziano due viadotti di lunghezza pari a 1.780 m e 690 m caratterizzati da un’altezza di 130 m (quota terreno/piano del ferro) e da campate di 130 m; caratteristiche sicuramente eccezionali e ad oggi probabilmente uniche a livello mondiale in campo ferroviario.