L’ambasciatore italiano celebra i successi della scherma italiana a Budapest

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In foto Massimo Rustico, ambasciatore d'Italia in Ungheria

Una serata all’insegna del tricolore e dell’orgoglio d’essere italiani. Questa è stata quella vissuta da una rappresentanza della delegazione azzurra di atleti e tecnici che è stata ospitata dall’Ambasciatore d’Italia in Ungheria, Massimo Rustico presso la sua residenza. Una serata conviviale che l’Ambasciatore Rustico ha voluto organizzare in onore della scherma italiana, alla vigilia della fase clou dei Campionati del Mondo Budapest2019, alla presenza anche dei Vice Ministro della Difesa del governo ungherese, di alcuni alti rappresentanti diplomatici e di diversi imprenditori italiani a Budapest.

“Voi rappresentate l’Italia nel mondo e siete un’eccellenza del nostro Paese – ha detto l’Ambasciatore italiano -. Siamo orgogliosi di voi e siamo davvero onorati di potervi accogliere questa sera. Seguiremo le vostre competizioni anche dal vivo, per farvi sentire la vicinanza della rappresentanza italiana qui in Ungheria”. E’ toccato al Presidente federale, Giorgio Scarso, rivolgere le parole di ringraziamento nei confronti dell’Ambasciatore Rustico e di tutta la rappresentanza diplomatica italianaPer un momento che non è semplicemente formale, ma – ha detto Scarso – ci riempie d’orgoglio e senso di appartenenza. Questo è un Mondiale particolare, non solo per la posta in palio rappresentata sia dai titoli che dai punti in chiave qualificazione olimpica, ma anche perché si svolge in una terra, quella ungherese, dalla grande tradizione schermistica e che ha visto un maestro italiano, Italo Santelli, contribuire alla nascita ed alla diffusione della scherma”.

Italo Santelli nacque a Carrodano (La Spezia) il 15 agosto 1866. Arruolatosi nell’esercito, nel settembre del 1887 si iscrisse alla Scuola magistrale militare di scherma di Roma, il cui direttore era il napoletano Masaniello Parise, coadiuvato dai maestri Salvatore Pecoraro e Carlo Pessina (ex allievi della Scuola magistrale di scherma di Milano, diretta da Giuseppe Radaelli, l’innovatore dell’arte della sciabola). Diplomatosi istruttore di scherma nel luglio del 1889, Santelli venne destinato a tale incarico presso il 2° reggimento granatieri (Brigata granatieri di Sardegna), di stanza a Firenze. Risiedette in quella città fino alla sua prima uscita internazionale, avvenuta alla fine del maggio 1892 a Londra, quando – assieme ad Agesilao Greco, Vincenzo Drosi e Angelo Torricelli – partecipò a una manifestazione, durata una decina di giorni, di confronto con maestri inglesi, che avvenne presso il London fencing club davanti a varie alte autorità britanniche, fra cui George Windsor duca di York, l’erede al trono (e futuro re con il nome di George V). 

Nel maggio del 1896 venne invitato a Budapest in vista delle celebrazioni per il millenario della nascita della nazione ungherese, che prevedevano anche gare di scherma. A queste parteciparono 232 schermitori di molti Paesi; gli italiani, oltre a Santelli, erano Giuseppe Nadi, Federico Giroldini, Luigi Barbasetti, Cino Cené, Francesco Galli, Emilio Bosdi, Marco Piacenti ed Eduardo Calabresi. Il 22 maggio Santelli vinse il torneo dei maestri di sciabola, davanti all’ungherese BáróBothmer Jenö, al tedesco Amon Greguritch, all’italiano Nadi e a un altro ungherese, Halász Zsiga; la sua abilità gli valse l’appellativo di ‘esplosivo Santelli’. Grazie a questa vittoria, venne ingaggiato come maestro di scherma presso il Magyaratlétikai club (Club atletico ungherese) di Budapest; cominciò la sua attività il 7 settembre 1896, con il compito di insegnare la nuova arte della sciabola di scuola italiana. Santelli portò in Ungheria le innovazioni di Radaelli, snellendo l’arma – nello spessore della lama e dell’impugnatura –, così da renderne più agile il maneggio sia in attacco sia in difesa, e vi unì un nuovo linguaggio tecnico, più preciso e chiaro di quello magiaro in voga fino ad allora, e che è tuttora in uso.