L’ambasciatore maltese illustra gli impegni dell’Onu in campo umanitario

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In foto Marie Therese Pictet Althann

Il sito dell’Ordine di Malta reca una interessante intervista con il capo della Missione Permanente dell’Ordine di Malta presso le Nazioni Unite a Ginevra, l’Ambasciatore Marie-Thérèse Pictet-Althann, il quale spiega i principali impegni della Missione dell’Ordine in campo umanitario, dalla migrazione alla salute, e illustra alcuni dei progetti più importanti dell’Ordine di Malta a favore delle donne. “Soprattutto in campo umanitario – che è il fulcro della Missione diplomatica dell’Ordine presso le Nazioni Unite di Ginevra – le donne sono spesso le prime a rispondere a una crisi. Svolgono un ruolo centrale nella sopravvivenza e nella resilienza delle famiglie e delle comunità, e hanno grandi capacità nel promuovere il dialogo e nel costruire ponti”, ha detto Marie-Thérèse Pictet-Althann: “L’Ordine gestisce diversi progetti a favore delle donne. L’Ospedale della Sacra Famiglia di Betlemme è un eccezionale esempio di cure di alta qualità offerte dal nostro personale medico. Con 4.500 parti l’anno, è l’unico ospedale della regione ad avere un’unità di terapia intensiva neonatale”, ha dichiarato l’Ambasciatore Pictet. “Malteser International sostiene un centro per le donne a Dohuk, nel Kurdistan iracheno. Il centro offre uno spazio dove le donne traumatizzate possono elaborare le loro esperienze e farsi forza l’un l’altra. Qui fanno terapia, seguono corsi di formazione professionale, partecipano ad attività sportive e ricreative e lentamente tornano alla loro vita normale”. “Assistere i paesi di accoglienza, rafforzare l’autosufficienza, incrementare le opportunità di soluzioni in paesi terzi e sostenere i paesi di origine per un rimpatrio sicuro e dignitoso sono i principali obiettivi del Global Compact sui rifugiati, mentre il Global Compact sulla migrazione offre una cornice per una cooperazione internazionale globale su migranti e mobilità umana con, tra gli altri, aspetti di carattere umanitario, per lo sviluppo e relativi ai diritti umani”. A questo punto interessante è il cenno sul ruolo delle organizzazioni e delle istituzioni religiose, che possono avere un impatto molto positivo, promuovendo l’integrazione nelle comunità di accoglienza e la costruzione della pace, ma nello stesso tempo proprio pe i suoi scopi benefici, è in zone calde del pianeta ove stazionano fondamentalismi, finisce per diventare il principale ostacolo e quindi il sistema da abbattere: “ L’Ordine di Malta si è impegnato molto per la sensibilizzazione sul contributo speciale offerto dalle istituzioni e dalle organizzazioni religiose, che spesso sono le prime a intervenire in caso di crisi e le ultime ad andar via. L’Ordine di Malta ha partecipato al World Humanitarian Summit, che si è tenuto nel 2016 a Istanbul, in Turchia. Ora ci stiamo adoperando per rafforzare e unire tutti quei soggetti che condividono la stessa visione di umanità, per offrire un aiuto efficace alle popolazioni in difficoltà”, ha concluso Marie Thérèse Pictet-Althann. Il 7 Novembre si è tenuto un  altro evento organizzato dalla Missione Permanente in collaborazione con la Santa Sede e altre istituzioni, su “Il ruolo delle religioni nella risoluzione dei conflitti”, al Palais des Nations di Ginevra.