Lamiere come tessuti: l’invenzione targata Salerno

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Chi sta sul mercato, in primis nel settore manifatturiero, sa che il discrimine tra continuare a sopravvivere e aprire nuovi percorsi di crescita sta nel riuscire a migliorare, anche di poco, le tecnologie esistenti. Gli ingegneri di Opm Stampi hanno fatto di più, oltre l’innovazione tecnologica hanno messo a punto un’innovazione di concetto. Specializzata nella produzione di macchine per la lavorazione di lamiere e profilati, l’azienda guidata da Lorenzo Palmieri ha infatti inventato un nuovo modo di intendere la punzonatura in grado di combinare in un unico movimento l’avanzamento del materiale e lo stampaggio. In questo modo si riducono di un terzo i tempi di lavorazione mantenendo inaviarata la precisione del “taglia e cuci” sui materiali. “La macchina – spiega con orgoglio Palmieri – sfrutta un cinematismo rotativo brevettato che, combinato all’avanzamento sincronizzato tramite rulli, riesce a muovere la lamiera di una distanza variabile effettuando la lavorazione durante il movimento. L’avanzamento del materiale è dunque continuo e la produttività è triplicata”. Il brevetto in questione è quello della macchina Cn Sprint che di recente ha stupito una delle più esigenti platee di addetti ai lavori nel corso della fiera mondiale “R+T” di Stoccarda, il più quotato appuntamento di settore per avvolgibili, porte e portoni e protezione contro il sole. Il perché è presto detto: le stampatrici presenti sul mercato riescono a coprire un gran numero di performance ma se un cliente ha un’esigenza particolare su come lavorare un qualsiasi oggetto, da una porta blindata a una serranda, o rinuncia alla sua idea o crea una nuova macchina. Ecco, l’azienda del salernitano risponde a questa esigenza. Cn Sprint, in particolare, funziona come una macchina da cucire solo che al posto della stoffa ci sono dei lamierati. La macchina inventata dall’azienda campana nasce da un’idea di Clemente Palmieri, 29 anni, terza generazione della Opm Stampi. “Fino ad oggi – spiega Clemente – tutte le macchine in commercio che effettuano ogni tipo di punzonatura sono macchine oleodinamiche con tempi di produzione dettati dalla pressione dell’olio nei cilindri pressione che, per questioni di sicurezza, non possono essere superiori a una certa soglia”. Questo determina un limite sulla velocità di stampaggio e quindi sulla produzione. “La nostra macchina – continua – è attuata da un motore elettrico che mette in rotazione due piastre fissate in modo tale da generare un movimento che coniuga un avanzamento sull’asse x ed uno stampaggio sull’asse y descrivendo parte di circonferenza”. L’innovazione è sia nella produttività sia nell’esclusione dell’oleodinamica. Si tratta di una piccola ma significativa rivoluzione nella tecnologia del sistema. Non viene più utilizzato olio nel processo produttivo per attuare la pressa, non c’è più necessità di lavorare ad alte pressioni e, soprattutto, non c’è più un limite fisico della fluidodinamica per la velocità. La macchina dà la possibilità di essere usata per più lavorazioni: basta reimpostare da pannello il passo desiderato ed in un minuto la macchina è pronta ad effettuare un lavoro di stampaggio con geometria diversa e interasse diverso. E, ultimo ma non ultimo, non essendoci più olio nell’impianto, il processo è più rispettoso dell’ambiente. A ordinare le macchine personalizzate della Opm oggi sono quasi esclusivamente clienti del Nord’Africa, del Sud America e di qualche paese Europeo. “Dobbiamo avere costanza ed allo stesso tempo fiducia nel perseguire gli obiettivi – conclude Palmieri – soprattutto in questo momento, migliorare la nostra capacità di esportare, in quanto l’andamento del mercato nazionale presenterà sicuramente e ancora delle incertezze. La specializzazione, la ricerca dei bisogni latenti, il diversificare della produzione, devono essere viste come armi vincenti per imboccare la strada della ricrescita e per uscire da questo impasse generale”.