Landsupport, battesimo a Napoli per la piattaforma che rivoluziona l’agricoltura

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Il 30 e 31 maggio verrà presentato nella cornice della storica Reggia borbonica di Portici, sede del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II, Landsupport, un progetto innovativo e dal respiro internazionale che punta, tramite la realizzazione di un Sistema di Supporto alle Decisioni utilizzabile via Web, a rivoluzionare l’approccio alla gestione e alla pianificazione del territorio, con implicazioni e miglioramenti in campi come l’agricoltura, la tutela dell’ambiente, la pianificazione rurale e urbana. A regime Landsupport, che nasce dall’impegno e dalle sinergie sviluppate dal Crisp (Centro di Ricerca Interdipartimentale dell’Università di Napoli Federico II e del Cnr), potrà essere utilizzato anche direttamente dallo smartphone.  Finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del programma Horizon 2020, il progetto Landsupport verrà sviluppato ed implementato nell’arco di 3 anni e mezzo con il coinvolgimento di 19 partner, tra cui figurano Enti di ricerca, Università ed Amministrazioni in Italia (Cnr, Ispra, Università Statale di Milano, Regione Campania) e all’estero (Austria, Ungheria, Spagna, Germania, Slovenia, Belgio, Francia, Libano e Malesia), coordinati appunto dal Crisp, capofila del progetto. I rappresentanti dei partner nazionali e internazionali interverranno alla presentazione del 30 e 31 maggio alla Reggia di Portici. La piattaforma Landsupport metterà a sistema numerose informazioni per l’analisi del territorio, del suolo e degli ecosistemi (ad esempio la piovosità ed altri parametri climatici, la quantità di acqua assorbita dal suolo, l’erosione del suolo, le emissioni e gli assorbimenti di CO2, il consumo di suolo da urbanizzazione, ecc.) permettendo agli utenti di disporre di dati e informazioni aggiornati in tempo reale. Gli utenti saranno in grado di delimitare porzioni dettagliate di territorio ed interrogare Landsupport su quelle porzioni, ma potranno anche interagire con il sistema ad una scala territoriale più ampia, ad esempio a livello regionale, nazionale ed europeo. Ma le informazioni agroambientali di maggior dettaglio saranno fornite solo per tre regioni europee: Regione Campania, Zala County (Ungheria) e l’area di Marchfeld (Austria). Le informazioni restituite  agli utenti non saranno statiche: la grande innovazione della piattaforma sta proprio nella sua capacità di interazione, analisi e rielaborazione funzionali alle richieste dell’utente. Un agricoltore potrà, una volta selezionata una porzione di territorio, analizzarne le condizioni fisiche ed ambientali per poi simulare in tempo reale, attraverso l’elaborazione richieste a Landsupport, quali effetti potrebbe ad esempio generare la scelta di un cambio di coltura o la modifica di un piano di irrigazione, con vantaggi evidenti nella predisposizione dei piani di utilizzo e della produttività. Grazie ai numerosi tool a sua disposizione, l’agricoltore in questione potrà anche valutare i rischi derivanti dall’inquinamento da nitrati delle acque sotterranee, ipotizzando diversi scenari di gestione delle sue coltivazioni. In questo modo non solo il singolo agricoltore, ma anche le autorità locali di gestione del territorio, potranno disporre di uno strumento che permetterà loro di mettere a punto strategie tali da prevenire e limitare il degrado e l’inquinamento dell’ambiente. Con Landsupport sempre utilizzabile via Web, la possibilità di intervenire per proteggere l’ambiente e preservare il suolo, oltre che farne un utilizzo consapevole,sarà una realtà quantificabile e alla portata di tutti. Analogamente, Landsupport rappresenterà un valido strumento anche nel campo della pianificazione territoriale: gli uffici comunali e regionali che vorranno avvalersi di Landsupport potranno ad esempio, in tempo reale e su territori più o meno estesi, valutare la dinamica evolutiva di utilizzo del suolo nell’arco di decenni addietro, così da poter stimare e quantificare quali porzioni di suolo sono state compromesse e quali invece sono state preservate. Riuscendo così a operare, se necessario, scelte per una rigenerazione urbana o per realizzare o preservare corridoi ecologici.