L’anno che verrà

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Mercoledì 9 novembre si è svolto al Refettorio Geneva (https://www.refettoriogeneva.org) un evento che ha riunito insieme il Console Generale Tommaso Marchegiani , il Dirigente scolastico, le insegnanti, i genitori e gli studenti e le studentesse dei corsi di italiano organizzati dall’Ufficio Scuola del Consolato italiano a Ginevra con il Centro Assistenza Educativo (CAE) come scrive Jessica Barbagallo su “La notizia di Ginevra”. L’incontro, inserito nell’ambito delle iniziative di promozione della Settimana della lingua italiana nel mondo (17-22 Ottobre), è stato il momento conclusivo di un progetto realizzato nei corsi di lingua italiana, incentrato sul rapporto tra parola ed immagine e sulla straordinaria artista e giornalista palermitana Letizia Battaglia, recentemente scomparsa. Nella sua lunga carriera, la fotoreporter ha documentato con le sue fotografie in bianco e nero gli omicidi perpetrati dalla mafia tra gli anni ‘80 e ‘90 ma anche di persone e luoghi della sua terra. Uno dei fili conduttori della sua arte sono state “le bambine di dieci anni”, le ragazzine che lei incontrava anche per strada e che fotografava con l’intenzione di rappresentare l’innocenza, la bellezza e l’intensità del mondo femminile e adolescenziale, ma anche se stessa e la sua inquietudine. Il progetto è nato dalla collaborazione del Consolato Generale d’Italia a Ginevra con la giornalista e scrittrice Sabrina Pisu, autrice della biografia della fotografa palermitana, “Mi prendo il mondo ovunque sia,” con la poetessa Laura Accerboni e con la fotografa Marina Cavazza. L’idea è stata di coinvolgere attivamente gli alunni e le alunne dei corsi di italiano dei Cantoni di Ginevra, del Vaud e del Vallese, stimolando la loro creatività e immaginazione, facendoli lavorare, in particolare, con la celebre fotografia “La bambina con il pallone”. A partire da questo suggestivo scatto di Letizia Battaglia, i nostri ragazzi e ragazze hanno avuto l’occasione di ragionare sulla personalità artistica e culturale della grande fotografa siciliana, producendo dei lavori che sono stati raccolti e proiettati poi durante l’evento.Il risultato finale è stato emozionante e coinvolgente. Con frasi, disegni, testi, riflessioni scaturiti dalla visione e dall’analisi della foto in classe, ciascuno dei partecipanti ha saputo, con varie tecniche e con la propria sensibilità, tradurre su carta il proprio dettato dell’anima. “ Questo lavoro su parola e immagine è importantissimo, qualcosa che servirà ai ragazzi per tutta la vita”, ha commentato il Console Tomaso Marchegiani nel suo intervento. È un progetto che ha coinvolto sia i ragazzi che gli insegnanti della Circoscrizione di Ginevra e che – secondo le parole del Dirigente scolastico Giorgio La Rocca – “ha rappresentato un modello ideale di come debba realizzarsi un’attività didattica e un processo educativo”: attraverso una base di riferimento (in questo caso, la fotografia e l’interpretazione di Letizia Battaglia) i ragazzi hanno reinterpretato quel messaggio con la loro sensibilità e i loro sentimenti e in modo nuovo e autonomo sono riusciti ad esprimere al meglio la loro personalità. Per chi volesse visionare tutti i lavori prodotti dagli studenti è possibile seguirli nel video compilato da Marina Cavazza, pubblicato nelle pagine delle notizie del sito del CAE (https://cae-ginevra.ch). È consigliabile mettere il video in pausa ogni volta che si vuole leggere l’elaborato e lo si vuole osservare con calma.