L’arcivescovo Battaglia: Napoli, tante famiglie povere e senza lavoro. Sfiducia e indifferenza dilagano

32
in foto monsignor Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli

L’arcivescovo Battaglia: Napoli, tante famiglie povere e senza lavoro. Curare le ferite inferte da criminalità e da corruzione”Napoli, tu ci parli delle tante famiglie assediate dalla povertà e dalla mancanza di lavoro: e chiedi alle istituzioni locali, al mondo dell’impresa e del commercio una rinnovata creatività e lungimiranza, capace di farsi carico delle preoccupazioni e delle ansie di tanti padri e madri che temono di non riuscire più a nutrire i propri figli e ad allevarli con il pane della sicurezza e della serenità”. Così l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, durante la celebrazione eucaristica nella chiesa del Gesù Nuovo dove ha tenuto il discorso alla città e l’atto di affidamento di Napoli alla Immacolata Concezione. “Progettare oltre il guadagno immediato, fare sinergia per generare nuovo lavoro, preoccuparsi delle ricadute sociali di ogni nuovo impiego: anche questo significa prendersi cura della città. Napoli, tu invochi cura per le tue ferite: quelle inferte dalla criminalità e dalla corruzione, quelle che affliggono la carne dei poveri e degli ultimi, quelle che si annidano nello scarto di cui gli anziani, i disabili e i malati spesso sono vittime. Napoli – ha sottolineato – chiede alla sua gente di adoperarsi più che mai nel dar vita ad una nuova etica capace di curare le ferite dei più marginali ma anche le tante lacerazioni inferte alla terra, all’ambiente, alla casa paradisiaca che è la nostra città”.

“La diffidenza dilaga. E l’uomo diventa diffidente della donna e la donna dell’uomo. E l’uomo e la donna diffidenti della terra. E la terra diffidente di loro. Oggi siamo in grande peccato, siamo nell’indifferenza, ma, ancor più, nella diffidenza. E ciascuno è lì a farsi isola, a farsi la sua terra, lontano dall’altro, nemico dell’altro. Credo che questa sia anche la radice dei mali che oggi attraversano la nostra città” ha detto don Mimmo Battaglia. “La diffidenza – ha aggiunto – che si trasforma nel lavarsi le mani nei confronti dell’altro, nel disinteressarsi di lui, nell’indietreggiare rispetto alla responsabilità della comune vocazione, nel rifiutare un destino condiviso di luce per pensare unicamente al proprio percorso ombroso. Il non fidarsi dell’Altro e degli altri ci fa cadere nel vuoto e nell’isolamento, perché tutti diventano nemici, persone da cui stare lontano, a cui non credere, con cui non camminare. In fondo la diffidenza è alla base della frammentazione sociale e dell’indifferenza di cui anche la nostra Napoli soffre”.

L’Omelia dell’Immacolata, il discorso integrale di monsignor Battaglia, arcivescovo di Napoli