L’area più inquinata della Campania? Non è la Terra dei Fuochi. Spes, ecco la mappa delle contaminazioni

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Un’indagine capillare sui livelli di inquinamento e sulle sue cause per acqua, aria e terra in Campania, per verificarne gli effetti sulla salute umane e indirizzare la medicina preventiva. E’ l’obiettivo che Spes, uno studio condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, si è prefissato su indicazione della Regione Campania. Ne è nato un protocollo che l’Izsm di Portici intende lanciare come modello per altri territori. Dai dati raccolti nell’arco di cinque anni, su una adesione volontaria di 30 mila persone, dalle quali sono stati poi selezionati 4200 soggetti da sottoporre a un monitoraggio attraverso analisi di urine, sangue e feci, studio dello stile di vita, in relazione all’ambiente circostante e ai suoi fattori inquinanti, sono emerse situazioni in alcuni casi in contrasto con le informazioni conosciute finora.
L’esempio più evidente viene dal raffronto della presenza di metalli pesanti nel sangue delle persone esaminate nella zona di Terra dei Fuochi con gli abitanti della Valle dell’Irno, tra il salernitano e l’avellinese, e la Valle del Sabato, ad est di Avellino. Quella che si riteneva l’area più inquinata della Campania è stata superata nei livelli di mercurio e diossina dalle valli dell’Irno e del Sabato. “Questo ci permette di intervenire – spiega il direttore dell’Istituto Zooprofilattico Antonio Limone – non soltanto con azioni mirate per rimuovere i fattori inquinanti, ma anche per organizzare una medicina preventiva che intervenga prima che si conclamino patologie strettamente legate a quegli elementi inquinanti”. Uno studio particolareggiato è stato condotto soprattutto sulle acque, con l’individuazione di 400 mila pozzi abusivi, spesso utilizzati per irrigazione o allevamento. Lo studio ha rivelato anche che al contrario delle falde superficiali, le falde sotterranee sono in buono stato qualitativo. “E’ un lavoro immenso quello fatto da Regione e dall’Istituto Zooprofilattico per individuare in tutto il territorio campano – sottolinea il governatore Vincenzo De Luca – quali sono i fattori inquinanti per quanto riguarda acqua, terreni agricoli, agroalimentare, cibo, aria. Abbiamo un quadro aggiornato della realtà campana e siamo impegnati a contrastare ed eliminare le cause dell’inquinamento. Questo lavoro si unirà con la realizzazione di strutture di prevenzione sui territori. Dovremo realizzare – conclude – case d comunità ogni 40mila abitanti, saranno i luoghi dove sviluppare, più che in passato, lo screening oncologico, per prevenire i fenomeni oncologici”.