L’arte del guanto napoletano arriva a New York: i maestri mostrano i dodici passi della lavorazione a mano

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in foto Edoardo Imperiale

Un guanto napoletano in dodici passi, dalla selezione del pellame al confezionamento: due maestri guantai attivi all’ombra del Vesuvio hanno mostrato a studenti e professori di New York l’origine e l’evoluzione di una antica e nobile tradizione artigianale che nel mondo non ha paralleli. L’arte del guanto a Napoli risale all’inizio dell’Ottocento. La Scuola del Guanto, la cui storia di eccellenza con radici nel passato e un occhio verso il futuro, è stata presentata all’Istituto di Cultura di New York durante Lineapelle New York 2024, in un evento reso possibile dalla collaborazione con Chiroteca Business Network (un nuovo consorzio formato da aziende come Gala Gloves, Artigiano del guanto, Andreano, Gargiulo Leather) la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e l’Unione Industriali di Napoli. Un’esposizione di antichi strumenti usati dai guantai ma anche una presentazione pratica di Alessandro Pellone e Francesco Ricciardiello sono state al centro dell’appuntamento newyorchese, tappa di un percorso partito da una esposizione l’anno scorso a Napoli. “Siamo particolarmente felici di celebrare questa mostra a New York, una città’ che abbraccia la diversità e l’eccellenza artigianale. La Scuola del Guanto Napoletano non rende solo omaggio alla tradizione, ma guarda anche al futuro, incoraggiando l’innovazione e la continua evoluzione nel mondo della moda” ha detto Edoardo Imperiale, direttore della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli. L’Istituto Italiano di Cultura – ha osservato il direttore Fabio Finotti – punta a promuovere la creatività italiana basata sul know-how: “Arte, moda e abilità artigianale in Italia vanno mano nella mano”. Per la Ceo di Lineapelle Fulvia Bacchi la sponsorizzazione dell’evento ha il senso di dare un contributo concreto a un settore del Made in Italy la cui importanza non è sempre riconosciuta dal mondo della moda, dall’altro al bellissimo materiale italiano, una pelle senza paralleli prodotta dall’Italia”