L’Atalanta a valanga: 4-2 sul Napoli a Bergamo

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23^ Giornata di Serie A
Stadio: Gewiss Stadium
Marcatori (Assist): 52′ Zapata (Muriel), 58′ Zielinski (Politano), 64′ Gosens (Zapata), 71′ Muriel, 75′ Gosens (Autogoal), 79′ Romero (Djimsiti) 

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Romero, Djimsiti; Maehle (90′ Sutalo), De Roon, Freuler (78′ Pasalic), Gosens; Pessina (84′ Palomino); Muriel (84′ Miranchuk), D. Zapata (90′ Malinovskiy)

NAPOLI (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Maksimovic (78′ Koulibaly), Mario Rui (78′ Ghoulam); Fabian Ruiz, Bakayoko, Zielinski (84′ Lobotka); Politano, Osimhen, Elmas 

Il Napoli prosegue il suo cammino discendente perdendo 4-2 contro l’Atalanta, un risultato anche troppo generoso per il divario emerso tra le due squadre nel corso della partita. Nelle ultime 10 gare gli “uomini” di Gattuso hanno registrato 3 vittorie, 6 sconfitte ed 1 pareggio; risultati preoccupanti che, uniti ad un gioco quasi inesistente, non possono passare inosservati ancora per molto.
L’andazzo della partita è chiaro fin da subito, con Muriel che tenta un tiro dalla distanza, ma il suo pallone viene deviato in angolo; al 17’ il colombiano si esibisce in una deliziosa discesa dalla sinistra ed accentrandosi serve Pessina in area di rigore, il giovane centrocampista controlla bene il pallone ma non calcia e cade sull’intervento provvidenziale di Di Lorenzo, reclamando un rigore che correttamente non viene assegnato: è la prima grande occasione della partita. Il primo tempo è animato principalmente dall’espulsione di Gasperini al 24’: l’allenatore atalantino reclama troppo veemente, e con eccessiva insistenza, l’inesistente rigore e viene mandato fuori da Di Bello. Al 35’ si registra il primo tiro in porta del Napoli, con Osimhen che colpisce di testa un buon cross di Mario Rui da palla inattiva, para senza eccessiva difficoltà Gollini. Qualche minuto più tardi Pessina serve Zapata, che non controlla bene il pallone da ottima posizione graziando i partenopei.
Nei primi 45’ l’Atalanta ha dominato un Napoli chiuso ed incapace di ripartire, tenuto in partita dalla preziosa chiusura di Di Lorenzo e dal mancato controllo di Zapata.
Nella ripresa la Dea non grazia la compagine di Gattuso e passa meritatamente in vantaggio: al 52’ Muriel crossa dalla sinistra e trova la testa di Zapata, che buca Meret saltando comodamente alle spalle di Mario Rui, ampiamente rivedibile (come spesso in questa stagione) l’organizzazione delle marcature del Napoli. Cinque minuti più tardi capitan Zielinski, attaccando il corridoio centrale, si trova a tu per tu con Gollini e sfrutta un delizioso cross di Politano: il polacco colpisce al volo di destro e sigla il goal del momentaneo pari. Il risultato cambia nuovamente al 64’: Muriel riceve il pallone da Gosens a centrocampo e punta Rrahmani, aiutato da Bakayoko (ancora una volta valore aggiunto per la squadra avversaria), allarga per Zapata sulla destra che chiude un delizioso triangolo servendo Gosens; il numero 8 ha iniziato e concluso un’azione da manuale, portando nuovamente in vantaggio l’Atalanta. Cinque minuti più tardi Djimsiti chiude su Insigne una buona imbucata di Fabian, tra i pochi propositivi in campo. Al 71’ Muriel sigla il terzo goal: Bakayoko (che sorpresa) sbaglia l’appoggio in costruzione e di fatto serve il colombiano, che punta Rrahmani e Fabian per poi spostarsi rapidamente sulla sinistra per far esplodere un potente mancino, che buca Meret. Al 75’ arriva l’inaspettato 3-2: sugli sviluppi di un corner viene servito Politano, che crossa e vede da lontano Gosens colpire di testa nella porta sbagliata; ma gli azzurri non sfruttano il momento e subiscono al 79’ il goal che chiude definitivamente la partita: Gattuso sostituisce prima di un corner Mario Rui e Maksimovic inserendo Ghoulam e Koulibaly, la sua rivedibile scelta viene premiata dalla capocciata di Romero che chiude definitivamente i conti. Al 90’ Osimhen perde i sensi, fortunatamente si riprenderà qualche minuto più tardi.
Si chiude dunque con uno spavento l’ennesima prestazione deludente di un Napoli senza identità e senza gioco. Giovedì gli azzurri dovranno tentare di ribaltare il 2-0 subito dal Granada all’andata, per accedere agli ottavi di finale: superare una squadra che viene da una sconfitta cotro l’ultima in classifica non può essere un miraggio, non per chi punta seriamente a qualificarsi per la Champions League.
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