Il lato buio di Napoli

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Premettendo che io sono sempre stata e sono tutt’ora una difenditrice della città-cartolina chiamata Napoli, nella quale sono nata, cresciuta e della quale sono innamorata. E chi la conosce bene sa che per ‘’cartolina’’ non si parla solo di paesaggi, del mare e della famosa dieta mediterranea, ma per la passione che emana attraverso sorrisi e tant’altro.
Ma a volte come in ogni grande città si sentono dire molte cose a riguardo, alcune belle ed altre terribilmente deludenti che ne offuscano la bellezza e ne evidenziano i difetti. E sono notizie come ‘’spari all’impazzata da uno scooter: ferita donna dal balcone’’, successo qualche giorno fa, che non ci permettono più di giustificare la grande metropoli che per chi ci vive bene sa come cogliere i lati migliori.
Questo non è né il primo né purtroppo l’ultimo spiacevole evento al quale si assisterà e del quale si parlerà. Ciò che è ancora più triste è proprio la somiglianza delle notizie uscite nel giro di pochi mesi, tra sparatorie e vittime innocenti, che rendono questa cartolina non solo tragica, ma anche monotona.
E questa monotonia provoca quasi una rassegnazione per chi vorrebbe cambiare il corso degli eventi o semplicemente per chi si limita a sperare che prima o poi questa catena di orrori finisca. Cose del genere rischiano di venir a far parte della nostra quotidianità, dove un’uccisione insensata diventa paradossalmente ‘’la solita uccisione insensata’’.
Ci sono stati scandali ancora più drammatici che hanno provocato tante vittime, alcune coinvolte nello scontro ed altre colpite solo perché si trovano nel momento sbagliato al posto sbagliato.
E quando vengono coinvolte le persone che definiamo vittime innocenti è ancora più difficile accettare la perdita.
Eppure questa città sembra nata per strappare sorrisi e non strappare i sorrisi, letteralmente, dal volto dei suoi figli.