Laudato sì, la rivoluzione di Papa Francesco nel segno della semplicità

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La splendida enciclica laudato sì che papa Francesco potrebbe essere ritenuta anche un’enciclica rivoluzionaria, o almeno un’enciclica che invita alla rivoluzione. Per rivoluzione normalmente si intende l’agire, spesso violento e comunque illegale che determina una profonda trasformazione nell’ordinamento giuridico, istituzionale e politico, nell’organizzazione socio – economica e nei rapporti della vita civile. In un tempo in cui “si cerca solo un profitto economico rapido e facile”, e una parte dell’umanità segue la “logica dell’usa e getta”, “che produce tanti rifiuti solo per il desiderio disordinato di consumare più di quello di cui realmente si ha bisogno”, è davvero rivoluzionario l’invito di papa Francesco a fermarsi ed a recuperare la profondità della vita. Non è un invito ad una rivoluzione violenta, ma a procedere urgentemente a “una coraggiosa rivoluzione culturale”. Con questa non si vuole “tornare all’epoca delle caverne”, ma “rallentare la marcia per guardare la realtà in un altro modo, raccogliere gli sviluppi positivi e sostenibili e, al tempo stesso, recuperare i valori e i grandi fini distrutti da una sfrenatezza megalomane”. In vari passi dell’Enciclica papa Francesco identifica questa rivoluzione con il cambiamento degli stili di vita. In altri con il dire che bisogna cambiare la rotta, recuperando la coscienza di “un’origine comune, d’una mutua appartenenza e d’un futuro condiviso da tutti”. Quella che propone è una rivoluzione culturale, spirituale ed educativa, “che implicherà lunghi processi di riorganizzazione”. Il cambiamento si potrà avere se ci si diventa consapevoli che la libertà di poter consumare a più non posso è pagata con la libertà interiore, e “provoca un senso di precarietà e di insicurezza, che a sua volta favorisce forme di egoismo collettivo”. Al posto degli attuali stili di vita, papa Francesco ritiene necessario quello “stile di vita profetico e contemplativo”, che è stato sempre proprio della spiritualità cristiana, e che è capace di far gioire profondamente, “senza essere ossessionati dal consumo”. Questo stile porta a comprendere, nel giusto valore, ogni realtà e quindi anche quelle piccole cose delle quali, per lo più, è composta la vita di ogni singolo uomo, grande o piccolo che sembri, ricco o povero che sia. Ciò è importantissimo in un tempo in cui si è spinti a possedere sempre di più, senza saper comprendere e godere quello che si ha. E magari, ad esempio, si desiderano campi o serre di cespugli di rose, senza che si sappia riconoscere ed ammirare il valore e la bellezza delle tre o quattro rose che annualmente dona l’unica pianta che si possiede.