Lavori per alta velocità e metro. In mostra reperti archeologici scoperti

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Vecchi e nuovi reperti archeologici, molti dei quali rinvenuti in occasione dei lavori effettuati per la realizzazione dell’Alta Velocità e della Metropolitana, riletti con Vecchi e nuovi reperti archeologici, molti dei quali rinvenuti in occasione dei lavori effettuati per la realizzazione dell’Alta Velocità e della Metropolitana, riletti con occhi diversi all’interno di un un itinerario che va alla scoperta di una sorta di Pompei di epoca preistorica, tra villaggi e centri urbani distrutti e sigillati nel tempo dalle eruzione dell’Età del Bronzo (1800 e 1400 a.C). Si chiama “Immaginando Città. Racconti di fondazioni mitiche, forma e funzioni delle città campane”, la mostra organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta nell’ambito dell’omonimo Progetto cofinanziato dalla Regione Campania con Fondi Por-Fesr, che sarà inaugurata il 21 e il 29 maggio rispettivamente a Santa Maria Capua Vetere, presso il Museo dell’antica Capua, e agli Scavi di Paestum. Si tratta di un progetto pilota, unico nel suo genere. “Un’iniziativa speciale innanzitutto per la metodologia. Piuttosto che affidarci ai classici pannelli – spiega la soprintendente Adele Campanelli, lavoriamo sulla suggestione del teatro e della poesia. L’idea è trasformare i musei in luoghi nei quali potersi riconoscere. Far percepire al pubblico che quello che vede e sente lo riguarda direttamente. Il successo si raggiunge quando il visitatore esce con la voglia di saperne di più. Nella mostra proponiamo la messa in scena di miti e leggende per mostrare quali meraviglie si celano sotto l’asfalto delle nostre città, la rete di villaggi su cui fonda l’urbanesimo. Sotto i nostri piedi ci sono tesori inestimabili”. Tesori scoperti spesso per caso grazie ai lavori per l’alta velocità e la metropolitana. “È la modernità che riscatta l’antico – conclude Campanelli -. Attraverso la conoscenza di quello che siamo stati possiamo ritrovare l’identità perduta e rendere più cosciente e sensibile il cittadino di oggi”.

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