Lavoro: Aidp, con dl dignità boom di autonomi ‘finti’

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Roma, 25 set. (Labitalia) – “Lo scopo dichiarato del decreto Dignità è la limitazione del ricorso alla contrattazione a tempo, in particolare l’utilizzo dei contratti a termine e in somministrazione che d’ora in poi potranno essere attivati solo per un massimo di 24 mesi e dal secondo anno solo con l’individuazione delle causali. Inoltre, la riforma ha resto più costosi i rinnovi di questi contratti con un aggiunta di costo dello 0,5% per ogni rinnovo. Una stretta che ha l’effetto di disincentivarne l’uso a favore del contratto a tempo indeterminato. Ma questa conseguenza attesa difficilmente si realizzerà”. E’ quanto scrive, in una nota, l’Aidp, l’Associazione italiana per la direzione del personale.

“Quello che accadrà, in realtà, sarà – avverte – un aumento del turn over dei lavoratori a termine, che con le vecchie regole potevano lavorare fino a un massimo di 3 anni con la possibilità poi, dell’assunzione a tempo indeterminato, mentre con le nuove regole, invece, lavoreranno solo due anni e verranno sostituiti (se non assunti a tempo indeterminato) con altri lavoratori allo scadere del periodo massimo. Quindi, nessun aumento -continua l’Associazione- di contratti a tempo indeterminato come conseguenza del decreto Dignità, ma solo maggiore turnover di lavoratori a termine”.

Secondo un’analisi dell’Aidp, l’associazione italiana dei direttori del personale, inoltre, “il combinato tra decreto Dignità e l’annunciata flat tax al 15% (o misure simili) per le sole partite Iva avrà (che fatturano max 60mila euro) un ulteriore effetto: quello di rendere molto conveniente sia per il lavoratore che per l’impresa il ricorso a questa formula”.

“Tirando le somme, quindi, alla fine potremmo avere -continua la nota dell’Associazione- un boom di partite Iva e ‘finti’ lavoratori autonomi come effetto del combinato due riforme e che si sono posti obiettivi differenti dalle reali conseguenze che questi provvedimenti potranno concretamente determinare. La necessaria flessibilità contrattuale verrà spostata, quindi, dai più tutelanti contratto a termine e in somministrazione alla meno tutelante Partita Iva”.

“Chiediamo il ripristino delle precedenti regole: ok i contratti a termine della durata di 24 mesi ma abolizione della causali e nessun costo aggiuntivo per i rinnovi”, spiega Isabella Covili Faggioli, presidente Aidp.

“Da un lato -continua- per scongiurare il boom di lavoro autonomo irregolare, con il rischio connesso dell’aumento del contenzioso selvaggio, e dall’altro per riaffermare che la flessibilità contrattuale normata e tutelata è una esigenza vitale per il corretto funzionamento delle nostre imprese e di una moderna organizzazione del lavoro. Il rischio di provvedimenti non organici a un disegno di riforma complessivo è l’eterogenesi dei fini”, conclude.