Lavoro, Bankitalia: in Campania cresce l’occupazione cresce nei servizi e nell’industria

30

La moderata espansione dell’attività economica si è riflessa positivamente sul mercato del lavoro. Nel 2025 l’occupazione in Campania è ulteriormente cresciuta, più che nel Mezzogiorno e nella media nazionale. L’aumento ha interessato tutti i settori, e in misura maggiore i servizi e l’industria. Sono cresciuti i lavoratori dipendenti, mentre il numero degli autonomi è diminuito, in controtendenza con il dato nazionale, le nuove posizioni lavorative alle dipendenze, al netto delle cessazioni, sono state prevalentemente a tempo indeterminato, Sono aumentate anche le ore lavorate e la quota di lavoratori a tempo pieno, sebbene rimanga elevata l’incidenza del part time involontario. E’ quanto si legge nel rapporto di Bankitalia dedicato all’economia campana.

Il tasso di occupazione – precisa Bankitalia – è ancora migliorato così come quello di partecipazione; entrambi gli indicatori rimangono tuttavia su livelli significativamente inferiori alla media nazionale. Il tasso di disoccupazione si è ridotto di poco meno di due punti percentuali. Nel corso dell’anno è aumentato il ricorso agli ammortizzatori sociali, in particolare alla Cassa integrazione straordinaria, concentrata soprattutto nel comparto dei mezzi di trasporto e nel commercio”.

Nel 2025, pur in un contesto di lieve rialzo dell’inflazione, il reddito disponibile in termini reali delle famiglie – secondo Bankitalia – ha continuato ad aumentare, beneficiando della crescita dell’occupazione e delle retribuzioni. Tuttavia, su un orizzonte di più lungo periodo le retribuzioni reali dei dipendenti del settore privato in Campania hanno evidenziato un calo più intenso della media nazionale. L’espansione del potere d’acquisto ha sostenuto i consumi, la cui crescita, sebbene contenuta, è stata in linea con la media nazionale. Nella regione permangono diffusi elementi di fragilità economica: una quota elevata delle famiglie campane continua a collocarsi nelle fasce più basse della distribuzione della spesa a livello nazionale; in tali nuclei con più ridotte capacità di spesa sono maggiormente presenti minori, cittadini stranieri o con un basso livello di istruzione della persona di riferimento. “Nel 2025 l’assegno di inclusione – precisa Bankitalia – ha interessato circa un decimo della popolazione e il supporto per la formazione e il lavoro ha riguardato una quota pressoché tripla della media nazionale. Una valutazione multidimensionale del grado di benessere delle famiglie, che oltre agli aspetti economici considera ulteriori dimensioni legate al contesto sociale, istituzionale e ambientale, indica che la Campania, pur evidenziando indicatori in recupero negli anni più recenti, presenta livelli complessivamente inferiori alla media del Paese”.