Lavoro: consulenti, in Lombardia tasso occupazione storico del 67,3%

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Milano, 27 giu. (Labitalia) – La Lombardia vanta un tasso di occupazione storico tra i 15 e 64 anni del 67,3% (1,4 punti percentuali in più del 2008), mentre il tasso nazionale sconta ritardo di 0,6 punti percentuali. Se si osserva il punto massimo raggiunto dal numero di occupati tra i 15 e 64 anni sia la Lombardia 66,9% sia il Nord Este 66,1% sia l’Italia 58,6% fanno segnare nel 2008 il massimo tasso d’occupazione del primo decennio del secolo. L’effetto della crisi economica e finanziaria ha prodotto negli anni successivi un calo del numero di occupati.

Questa fase per la Lombardia è, tuttavia, finita un anno prima rispetto alle altre regioni. È quanto emerge dal terzo rapporto nazionale ‘Le dinamiche del mercato del lavoro nelle province italiane’, realizzato dall’osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, che sarà presentato il 29 giugno a Milano durante il Festival del Lavoro 2018. Dal rapporto emerge che l’aumento dell’occupazione in Lombardia non è dovuto alla crescita dei fenomeni di precarizzazione con stipendi inferiori alla media. Infatti, sia il tasso di occupati standard (che comprendono i dipendenti assunti con un contratto a tempo indeterminato compresi i part time volontari) sia gli stipendi medi dei dipendenti vedono le province lombarde nei primi posti delle classifiche 2017. Il tasso più elevato di occupati standard, anche rispetto a tutte le altre province italiane, è Varese con il 73%. È seguita da Monza e Brianza 72,8%, Lecco 71,5%, Lodi 71%, Pavia 70,9%, Bergamo 70,4%, Cremona 69,5%.

Il mercato del lavoro lombardo si distingue anche per essere molto inclusivo. Tutte le province hanno un tasso di giovani che non lavorano e non studiano (Neet) al di sotto del 20% con punte di eccellenza del 12,7% a Cremona dell’11,9% Lecco. I risultati conseguiti dalle province lombarde sono in gran parte riconducibili, secondo gli estensori del rapporto, alla organizzazione efficiente e innovativa che la Lombardia si è data nella gestione delle politiche attive e nella rete di attori pubblici e privati che operano in sinergia da oltre 10 anni. Nella regione che per prima ha introdotto la ‘dote lavoro’ e dove il sistema pubblico dei Servizi per l’impiego è coadiuvato da un’ampia rete di soggetti privati accreditati, ‘garanzia giovani’ ha trovato un contesto già collaudato che è stato in grado di dare risposte efficaci al contenimento della disoccupazione giovanile. Altro elemento positivo del lavoro in Lombardia, è il livello medio delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti. Nella top ten delle province italiane dove si guadagna di più, sette posizioni sono occupate dalle lombarde. Si va dal 1459 euro di Varese ai 1442 di Como, ai 1431 euro di Milano. Ci sono poi Lodi, sesta, Monza e Brianza quindi Bergamo e infine Pavia.