Lavoro e carcere, accordo per favorire il reinserimento dei detenuti

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in foto Paola Nicastro e Isabella Covilli. Ph Faggioli

Favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro per persone detenute ed ex detenute. È questo l’obiettivo del protocollo di collaborazione sottoscritto a Roma tra Sviluppo Lavoro Italia spa, ente in house del ministero del Lavoro, e la Fondazione Aidp Lavoro e Sostenibilità.

L’accordo punta a promuovere la cultura della responsabilità sociale d’impresa e a rafforzare i percorsi di inserimento lavorativo delle persone private della libertà, attraverso azioni coordinate tra istituzioni, imprese e terzo settore.

Il protocollo è stato firmato dalla presidente e amministratrice delegata di Sviluppo Lavoro Italia Paola Nicastro e dalla presidente della Fondazione Aidp Lavoro e Sostenibilità Isabella Covili Faggioli. L’iniziativa rientra nelle azioni promosse da Sviluppo Lavoro Italia nell’ambito della Priorità 4 del Pn Giovani, Donne e Lavoro del Fse+.

L’obiettivo è costruire e rafforzare reti territoriali integrate tra servizi della giustizia, servizi per il lavoro, formazione, imprese e terzo settore, in grado di accompagnare le persone detenute lungo l’intero percorso di inclusione socio-lavorativa.

Reti, imprese e benefici occupazionali

Tra gli ambiti di collaborazione previsti figurano la diffusione di informazioni sui benefici per le imprese che assumono detenuti ed ex detenuti, l’organizzazione di incontri, seminari e campagne informative, oltre allo sviluppo di reti operative tra istituzioni, imprese e soggetti del terzo settore per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

“La firma di oggi sancisce l’avvio di un percorso innovativo nella gestione dell’inserimento occupazionale dei detenuti”, ha dichiarato Paola Nicastro, sottolineando come il protocollo rappresenti “un tassello importante della rete per il reinserimento occupazionale e sociale delle persone sottoposte a detenzione”. Percorsi complessi, ha aggiunto, che puntano alla riduzione concreta della recidiva e richiedono il coinvolgimento di soggetti qualificati, “con cui condividiamo visione e impegno per un impatto misurabile”.

Per Isabella Covili Faggioli, il protocollo segna “un ulteriore passo verso il recupero reale delle persone private della libertà”. La collaborazione, ha spiegato, dimostra che le sinergie tra lavoro e sostenibilità sono la strada più efficace per favorire un reinserimento autentico nella vita sociale, “consapevoli che il lavoro è prima di tutto dignità”. Un approccio che, ha concluso, aiuta anche le imprese a sviluppare modelli organizzativi più aperti e capaci di affrontare realtà complesse.