Lavoro, ecco il Piano della Regione Campania: 72 milioni per formazione e tirocini

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in foto Roberto Fico

“Noi viviamo un paradosso: a volte ci sono le imprese che cercano professionalità e lavoratori, ma non si trovano. Come Regione dobbiamo essere capaci di formare quelle professionalità che oggi servono al mercato del lavoro e al nostro territorio”. È questo, annuncia il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il principio che sta alla base del nuovo Piano straordinario per il rafforzamento del capitale umano e dell’occupabilità presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia. “C’è una nuova visione di politica formativa e di politica del lavoro in Regione Campania”, ha spiegato Fico. Il Piano, adottato di recente dalla giunta, parte dalla misurazione dei divari occupazionali, superando la logica centrata sull’offerta formativa e sulle risorse disponibili per adottare un modello in grado di basato sui fabbisogni del territorio. Un esempio di professionalità di cui la Campania è carente lo fornisce lo stesso Fico: “In campagna elettorale chiedevo per quale motivo noi prendevamo i potatori in agricoltura dal Friuli Venezia Giulia. Perché non avevamo potatori in Campania, e quindi venivano da fuori. È un esempio, ma ci sono tante altre professionalità su cui sarà importante il ruolo svolto dall’Osservatorio del mercato del lavoro”.

Questo Osservatorio, ha detto l’assessora regionale alla Formazione e al Lavoro, Angelica Saggese, “si occuperà di integrare le fonti informative e tradurre i dati in aggiornamenti dinamici per i percorsi formativi, uscendo dalla logica della mera raccolta di dati statistici”. Saggese ha aggiunto che sarà anche attivato un “tavolo regionale semestrale sui fabbisogni professionali, che vedrà il confronto stabile tra istituzioni, imprese, parti sociali e sistema formativo: il nuovo modello integrato prevede la costruzione di un sistema permanente di rilevazione e analisi dei fabbisogni formativi e professionali, in un dialogo strutturale con il tessuto economico”. L’esecuzione del programma poggia sulla rete dei Centri per l’impiego della Campania, che conta 51 presidi territoriali e circa 800 operatori: i Cpi verranno valorizzati come presidi pubblici e strutturati secondo un percorso sequenziale in cinque fasi – presa in carico, orientamento, matching, servizi alle imprese, inserimento – assumendo una funzione proattiva verso il mondo imprenditoriale: qualora le competenze cercate dalle imprese sul mercato dovessero mancare, la Regione attiverà percorsi di formazione su misura.

L’attuazione del Piano trova copertura finanziaria, per la sua fase iniziale, nelle risorse assegnate alla Regione Campania nell’ambito del Programma nazionale Gol – Garanzia di occupabilità dei lavoratori. L’importo complessivo stanziato è pari a oltre 72 milioni di euro, ripartito secondo le tipologie di intervento previste: orientamento (6.391.826,68 euro), tirocini (10.773.750,00 euro), formazione (55.266.556,79 euro). “La presa in carico del cittadino – ha spiegato il direttore generale per il Lavoro e la Formazione professionale, Paolo Gargiulo – non rappresenta il traguardo amministrativo, ma l’inizio di un percorso personalizzato verso l’occupabilità. La sfida risiede nel ridurre il mismatch strutturale convertendo in tempo reale i fabbisogni e le vacancy espresse dal tessuto produttivo in opportunità concrete per le persone. Per questa ragione, il successo del Piano non sarà misurato sui target di spesa o sugli adempimenti procedurali, ma sulla qualità e sulla stabilità contrattuale degli inserimenti lavorativi effettivamente prodotti sul territorio”.