Lavoro giovanile, l’allarme di Ditto: Senza una strategia stabile la Campania perderà i suoi giovani

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in foto Enrico Ditto

Il lavoro giovanile in Campania resta al centro del dibattito, ma senza una strategia stabile e riconoscibile. A denunciarlo è Enrico Ditto, imprenditore e attivista della formazione professionale, che parla di politiche frammentate, interventi episodici e assenza di continuità. In vista del 2026, Ditto indica la necessità di poche priorità chiare portate avanti nel tempo, con la formazione come asse portante per costruire occupazione stabile e competenze reali.

Secondo Ditto, senza una programmazione pluriennale e una strategia sulle competenze, il lavoro rischia di restare una promessa elettorale che si ripete a ogni legislatura. Centrale anche il ruolo delle imprese, che devono diventare partner strutturali nella costruzione dei percorsi formativi, e quello dell’orientamento, inteso come accompagnamento continuo e non come semplice indirizzamento.

Rivolgendosi al futuro presidente della Regione Campania Roberto Fico, Ditto definisce il lavoro giovanile una priorità non rinviabile: senza una svolta, avverte, la regione rischia di perdere definitivamente le nuove generazioni. Il 2026 può rappresentare l’ultima occasione per cambiare metodo e restituire ai giovani percorsi credibili su cui costruire il proprio futuro.