Lavoro, il report della Uil: al Sud calano del 15% le ore di cassa integrazione. Avellino in controtendenza(+131,1%)

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Calano nel 2016 le ore di cassa integrazione, che a dicembre dello scorso anno si attestano a 37,8 milioni di ore (-0,1% rispetto a novembre), mentre il bilancio per l’intero 2016 fa registrare il ricorso a complessive 581,8 milioni di ore (-14,8% rispetto al 2015). Nell’anno appena trascorso, la cassa integrazione straordinaria ha assorbito 387 milioni di ore (pari al 66,5% del totale annuo), la cassa integrazione ordinaria 137,6 milioni e la cassa in deroga 57,2 milioni, con una flessione generalizzata, rispetto al 2015, rispettivamente del -3,3%, -25,2% e -41,9%. Nel 2016 sono stati mediamente salvaguardati oltre 285 mila posti di lavoro. E’ il quadro che emerge dal 12° Rapporto Uil sulla cassa integrazione.
“Stante lo stato di stagnazione economica in cui versa il nostro Paese, sembra difficile sostenere che il decremento avutosi nel 2016 sia riconducibile a una ripresina economica”, commenta Guglielmo Loy, segretario confederale Uil.
Per Loy, “ben più attendibile sembra essere, purtroppo, l’effetto prodotto dalle recenti riforme degli ammortizzatori sociali (Fornero e Jobs Act) che, nel 2016, hanno visto la combinazione della progressiva scomparsa della deroga e un aumento dei costi per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali”. “Inoltre, sempre nel 2016, si è assistito anche a un fermo amministrativo, in particolare riguardante la cassa integrazione ordinaria, che ha condizionato, ritardandola, la concessione delle richieste di integrazione salariale anche per periodi di oltre 6 mesi”, aggiunge.

L’analisi territoriale
Nell’analisi dei dati territoriali, il calo delle ore autorizzate di cassa integrazione ha interessato tutte le macro aree: -24% il Mezzogiorno, -14,4% il Nord e -6,1% il Centro. Solamente 4 regioni hanno richiesto più ore che nel 2015: Valle d’Aosta (+33,7%), Calabria (+13,1%), Emilia Romagna (+6,1%) e Toscana (+5,4%), a fronte della Basilicata che ha registrato il più alto decremento di ore (-68,7%). Tra le 25 province interessate da un incremento di richieste di cassa integrazione, ai primi 3 posti troviamo: Livorno (+148,6%), Avellino (+131,1%) e Ferrara (+106,5%). Viceversa, la più forte flessione si registra a Potenza (-75,6%).