Lavoro: Mosi (LavoroOver30), stop a discriminazioni per età

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Roma, 13 lug. (Labitalia) – “Stop alle discriminazioni per età nel lavoro”. A chiederlo Christian Mosi, presidente dell’associazione LavoroOver30. “Servono maggiori tutele lavorative -spiega Mosi- per una parte di coloro che in sociologia vengono ancora definiti ‘giovani-adulti’, definizione che comprende la fascia d’età tra i 25 e i 34 anni, ma che vede trattamenti nelle politiche del lavoro ben diverse tra under e over 30. I secondi, allo stato attuale, pur rientrando nella medesima definizione sociologica, sono fortemente penalizzati dalle politiche in essere rispetto agli under 30. L’obiettivo dell’associazione è portare alla luce tale assurdità sulle poche tutele contrattuali previste per questa fascia di popolazione”, avverte.

“I costi per gli imprenditori -sottolinea Mosi- sono davvero eccessivi: è ora che la politica, quella che si definisce del cambiamento, ci metta del suo per dire basta alle differenze sulle aliquote contributive previste tra under e over 30. Il lavoro deve essere accessibile a tutti. Troppe persone over 30, padri o madri di famiglia, sono state disincentivate nell’impiego sia in fase di assunzione che di proroga dai recenti incentivi”.

Oggi riferisce Erica Venditti, su Euronews, Mosi illustrerà anche l’integrazione richiesta a seguito del decreto dignità. Integrazione che, chiarisce, “è assolutamente a costo zero per lo Stato”. “L’associazione propone di effettuare uno sconto – dice – sull’aumento del contributo addizionale per le imprese che dimostrano, attraverso il proprio consulente o centro servizi, di avere alle dipendenze una quantità paritaria e dunque il 50% di persone occupate o rinnovate tra under e over”.

“Non è più possibile -avverte Christian Mosi- essere miopi dinanzi a un problema così evidente. C’è un documentato aumento della disoccupazione di persone in età matura a fronte di incentivi e contratti triennali tutelati dallo Stato e dall’Europa solo per i giovani. E’ evidente che qualcosa nelle politiche del lavoro ha fatto fiasco”.

“Vi pare normale -rimarca- che i contributi previdenziali che un imprenditore deve versare per un part time di una persona che ha più di 30 anni siano pari circa a 2.600 euro annui per sole 16 ore, mentre per un apprendista ne bastino 600?”.

“E’ necessario -rimarca- oggi più che mai, per dare la giusta dignità al lavoro e ridare fiducia ai lavoratori over 30, un regolamento europeo contro la discriminazione per età nel lavoro”.