Lavoro non assistenza

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Il reddito di cittadinanza è ancora il punto più discusso di questa manovra, probabilmente perché si tratta di una misura “nuova” nel nostro Paese. Dalle indiscrezioni che si susseguono, a partire dalla campagna elettorale di cui è stato il cardine e fino ad oggi, sono venute alla luce molte criticità. Non si conoscono, ancora, il ruolo che avranno i centri per l’impiego né addirittura che caratteristiche dovranno possedere i beneficiari. Per i dettagli tecnici e una visione organica si dovrà attendere il collegato o un decreto legge successivo dove verrà messo tutto nero su bianco. Fino ad allora l’unica certezza è che “la misura ci sarà” come ripetono da mesi gli esponenti stellati del governo.
Da quando però è stata ufficializzata la procedura di infrazione, il governo ha mostrato aperture all’idea di modificare alcuni dei provvedimenti che sono stati valutati dalla Commissione europea come deboli ai fini della crescita e di un programma necessario di riforme.
Negli ultimi giorni e in alcune recenti dichiarazioni nel panorama politico ed economico si sente sempre più parlare di cuneo fiscale, affiancandolo al concetto di reddito di cittadinanza. La misura sarebbe orientata indubbiamente al lavoro e non all’assistenza e sembra esserci via via maggiore convergenza. Infatti oggi il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, è tornato a ripetere che “il reddito di cittadinanza ha una serie di criticità. Non c’è assoluta proporzionalità tra i 780 euro per lavorare otto ore a settimana e le 40 ore settimanali” di un normale contratto. E ricorda, aggiungendo, che in Italia “c’è un cuneo fiscale del 70% di tasse e contributi che è da una vita che sindacati e imprese insieme stanno chiedendo di ridurre a favore
tutto dei lavoratori italiani”. Questa richiesta era stata già espressa in occasione del Patto della fabbrica e vedeva d’accordo CGIL, CISL, UIL e Confindustria. Ma ad oggi si rammarica Boccia “su queste cose non c’è alcuna volontà di ascoltare”. Dello stesso avviso, della necessità di ridurre il cuneo fiscale per favorire la ripresa dell'occupazione, anche il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ma da affiancare ad “adeguate misure di sostegno al reddito e di protezione sociale”. Sempre oggi il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha annunciato che sono in corso contatti con il Governo per definire una data per un incontro sulla manovra… Gli elementi sono ancora pochi per vedere all’orizzonte uno spiraglio di trattativa.