Lavoro: robotica e intelligenza artificiale centrali in selezione personale

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Roma, 14 mag. (Labitalia) – L’impatto dell’intelligenza artificiale e della robotica sulle attività dei professionisti delle risorse umane è crescente. In modo particolare, uno degli ambiti più interessati, ad oggi, è l’attività della selezione del personale. Si tratta di un lavoro che prevede, se fatto in modo tradizionale, la raccolta di informazioni principalmente attraverso le notizie contenute nei curriculum vitae (occhio alla web reputation, però), un’attività complessa di valutazione e classificazione delle informazioni raccolte, fino alla selezione dei profili più idonei e alla pianificazione di un colloquio conoscitivo per poi giungere all’assunzione. Tale processo – sintetizzato – fino a poco tempo fa era un’attività esclusivamente umana.

E oggi? Questa la domanda di fondo che si è posta la ricerca Aidp (Associazione italiana direzione personale) tra i propri associati (3mila iscritti). “E’ innegabile che l’intelligenza artificiale stia avendo un impatto anche nella gestione delle risorse umane e in particolar modo nei processi di selezione dei candidati, come la nostra ricerca conferma ampiamente”, spiega Isabella Covili Faggioli, presidente Aidp.

“La domanda di fondo, tuttavia, che ci poniamo come direttori del personale -continua Covilli Faggioli- è fin dove può arrivare tale processo. Ebbene, siamo tuti concordi su un punto: l’intelligenza artificiale e la stessa robotizzazione dei processi (vedi le chatbot) può migliorare l’efficienza di diversi ambiti della selezione, soprattutto quelli più ripetitivi, e far guadagnare tempo, ma non potrà mai sostituire il processo di selezione e valutazione umana dei candidati. La decisione finale sui candidati rimane un imprescindibile fattore umano, come i risultati della nostra ricerca confermano”.

Il dato più sorprendente che emerge dalla ricerca è che il oltre il 58% degli intervistati negli ultimi tre anni ha introdotto sistemi digitalizzati e automatizzati nei processi di reclutamento e selezione. Per quali attività? Il 63% ha utilizzato questi sistemi per le attività di pre-screening e per facilitare l’attività di selezione e il 45% per fare un’analisi automatizzata dei curricula e dei profili presenti nei data base.

Percentuali minori ma significative, invece, per coloro che ricorrono all’intelligenza artificiale e alla chatbot per l’analisi di processi più complessi. Tra queste, il 27% dichiara di utilizzare tali sistemi per fare un’analisi motivazionale del candidato tramite un check sui social e per verificare la sua web reputation; il 25% del campione li utilizza per fare interviste virtuali ai candidati; il 19% per un’analisi semantica dei curricula dei candidati, l’11% per esaminare i video dei candidati.

I vantaggi che derivano dall’utilizzo dei sistemi ‘intelligenti’ nei processi di selezione sono principalmente la velocizzazione dei processi di reclutamento e selezione, per il 60%, e il risparmio di tempo per 58%. Ma, per percentuali significative, i vantaggi tangibili riguardano anche la qualità del processo di selezione. Per il 25%, infatti, c’è una maggiore accuratezza nella selezione dei curricula, per il 17% aumenta la rapidità di risposta al candidato, mentre per il 10% circa c’è una maggiore accuratezza nelle interviste dei candidati.

Per il 76% degli intervistati l’intelligenza artificiale cambierà in modo significativo l’attività dei professionisti delle risorse umane ma allo stesso tempo tale cambiamento non costituisce una minaccia per la propria professione per oltre il 94%.

L’impatto dell’intelligenza artificiale nelle attività delle risorse umane va oltre la sola attività di selezione. Alla domanda ‘in quali altri ambiti può essere utilizzata?’, il 57% dei rispondenti ha indicato la formazione, il 41% la valutazione delle performance, il 40% la compensation, il 35% la valutazione del potenziale dei dipendenti, il 27% la mobilità e il 19% per lo sviluppo delle carriere.

Il 96% dei direttori del personale è convinto che il processo di reclutamento e selezione non potrà essere completamente automatizzato. Per l’84%, infatti, l’intelligenza artificiale potrà integrare le attività umane per renderle più efficienti e per il 41%, invece, tale attività potrà sostituire solo le attività ripetitive del processo di selezione. Alla domanda secca se l’intelligenza artificiale possa sostituire completamente l’uomo il 100% ha risposto di no.