Lavoro, Rome Business School: investimenti in startup per oltre 1 miliardo, i precari sono 3 milioni, boom di dimissioni

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Rome Business School, l’istituto di formazione post-universitaria membro di Planeta Formación y Universidades di De Agostini e Gruppo Planeta, ha appena pubblicato la ricerca “Il lavoro in Italia: le sfide di dipendenti, imprenditori e startupper. Criticità, opportunità e trend futuri”. Lo studio analizza lo stato dell’occupazione e il precariato in Italia nel contesto post-pandemico, l’importanza di sviluppare nuove skill e competenze per il mondo del lavoro 2.0, e gli scenari, le sfide e le opportunità del mondo delle startup nel Paese. E’ emerso che “Il fenomeno delle ‘grandi dimissioni’ è in piena espansione nella penisola: oltre 307 mila persone solo nel primo trimestre del 2022”. Ecco altri punti salienti. “Cresce l’occupazione del +4.1%, insieme al precariato: sono oltre 3 milioni i precari, soprattutto a causa dell’aumento dei contratti per le assunzioni di stagionali (+113%) e intermittenti (+85%); non si vedevano così tanti dipendenti a termine dal 1977”; “il lavoro irregolare e sommerso ‘vale’ 202,9 miliardi di euro e rappresenta l’11,3% del Pil italiano, è svolto dal 14% dei lavoratori indipendenti“; “nel Nord il maggior numero di evasori che si fingono imprenditori: in testa la Lombardia (130.800), seguita da Campania, Lazio e Sicilia; a livello provinciale spetta a Roma il primato (84.000)“. Inoltre, “si prevedono 10 milioni di lavoratori italiani in smart working entro la fine dell’anno”; “le startup in Italia aumentano ma non crescono di dimensioni: per avviarne una, ci vogliono circa 4.155€, una cifra 10 volte superiore rispetto alla Germania (466€)”; “La Lombardia detiene il primato di startup innovative del Paese (26,8%), seguono Lazio (11,6%) e Campania (8,9%); “nel 2021 sono +85.000 i lavoratori che hanno trovato impiego in startup; una donna è presente nel 42,6% del totale delle compagini sociali delle startup italiane”.