Lavoro, Ronghi: Piano straordinario per la Macro Regione del Sud

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“Un piano straordinario per la piena occupazione che punti sulla Macro Regione Meridionale, sulle bonifiche ambientali e sulla prevenzione del rischio sismico”: è la proposta del coordinatore nazionale del Fronte Italiano per il Lavoro e la Partecipazione, Salvatore Ronghi, lanciata nel corso del convegno “Lavoro, da trincea a diritto primario”, tenuto stamani a Napoli. Hanno partecipato all’iniziativa, tra gli altri, la vice presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Renata Polverini, il segretario nazionale del Mns, Gianni Alemanno, la dirigente sindacale Gabriella Peluso, il portavoce di Filp Francesco Catuogno, il responsabile di Filp Sindacato Azzurro, Vincenzo Guidotti, la dirigente dell’associazione “Nuove Socialita’, Imma Guariniello, i rappresentanti di Conapi, Giuseppe Fontanarosa e di Casartigiani Fabrizio Luongo, il presidente dell’ordine degli architetti di Napoli, Salvatore Visone, il consulente del lavoro, Pasquale Zeno, il responsabile di ex D.o.n. Pietro Ioia. “La piena occupazione ed il lavoro stabile e di qualità sono la grande sfida che politica, sindacato, società tutta devono rilanciare e vincere riportando il mondo del lavoro al centro dell’attenzione ed investendo su settori fondamentali come quello delle bonifiche ambientali e della prevenzione del rischio sismico” – sottolinea Ronghi che aggiunge: “Occorre rilanciare il confronto sulla grande priorità del Sud e del Paese con un piano straordinario per il lavoro e la piena occupazione, che deve tornare ad essere il baricentro della politica. Occorrono misure strutturali che possano stimolare gli investimenti e la nascita di nuove imprese, dal potenziamento delle infrastrutture alla fiscalità di vantaggio, e, particolarmente nel Sud, bisogna puntare sulla vera svolta della Macro Regione Meridionale per rendere questo territorio forte e protagonista del progetto di sviluppo dell’Italia”. “Il problema dell’occupazione giovanile non può essere affrontato solo attraverso decontribuzioni limitate nel tempo che creano solo l’illusione del lavoro – dice Catuogno – è necessario mettere in campo una vera strategia per il lavoro e per lo sviluppo che punti sulla imprenditoria giovanile e sul rinnovamento della pubblica amministrazione attraverso l’assunzione dei giovani per dare vita alla necessaria informatizzazione”. “Occorre porre rimedio ai disastri che sono stati provocati al mondo del lavoro e delle pensioni in questi anni con l’abolizione del Job Act e della legge Fornero e puntare sul lavoro stabile, di qualità e sul ripristino delle tutele dei lavoratori – spiega la dirigente sindacale Peluso – per la quale “bisogna affrontare l’emergenza lavoro del Sud Italia dove il livello di occupazione è tra i peggiori in Europa, è più alta la percentuale di giovani ‘neet’, è inferiore la percentuale di laureati e cresce la fuga di giovani verso l’estero che ha enormi costi sociali, morali e finanziari”. “Oggi tutti i lavoratori sono in trincea, particolarmente nel settore privato assistiamo ad una escalation di privazioni di diritti e di licenziamenti facili – dice il dirigente sindacale Guidotti – penso al settore delle bonifiche ambientali, che dovrebbero essere la priorità per il nostro territorio, soprattutto in Campania, dove bisogna dare ampio spazio ai lavoratori già impegnati nel settore e altamente specializzati e ai disoccupati che a ciò sono stati formati negli anni dalla Regione”. “Il tema della disoccupazione giovanile è strettamente connesso con quello di una scuola che non riesce a fornire un’adeguata preparazione sia per l’accesso al mondo universitario che al mondo del lavoro” – dice Guariniello – per la quale “occorre puntare sulla qualità dell’istruzione, sulla riorganizzazione del percorso formativo e su un migliore collegamento con l’università e con il mercato del lavoro”. Al centro dell’incontro anche le problematiche di reinserimento occupazionale degli ex detenuti “che – spiega Ioia – dovrebbero essere immessi in un percorso formativo durante gli anni di detenzione ed essere incanalati in progetti di lavoro per non creare nuova disoccupazione al momento della ritorno alla società che deve avvenire nella pienezza dei diritti, compreso quello al lavoro”.