Lavoro: Storie di Donne edizione 2018, Annalisa Monfreda ‘Donna dell’anno’

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Roma, 17 dic. (Labitalia) – Annalisa Monfreda, direttrice di Donna Moderna, è la ‘Donna dell’anno’ della kermesse culturale ‘Storie di Donne edizione 2018′, tutta declinata al femminile, ideata dall’associazione culturale Occhio dell’Arte per portare all’attenzione del pubblico quelle donne, note o meno, che si sono distinte nel campo delle professioni e, con abilità e dedizione, hanno saputo portare un contributo rilevante alla società contemporanea. Donne del mondo dello spettacolo, imprenditrici, scrittrici, attiviste e intellettuali si sono avvicendate sul palco della rassegna itinerante. Annalisa Monfreda succede a Silvana Giacobini, che è stata la professionista premiata nel 2017 nella medesima categoria, l’editoria. Classe 1978, dopo l’Università e il Conservatorio nella sua città natale, Bari, e dopo le prime esperienze professionali nei quotidiani locali si è trasferita a Milano nel 2002. Qui ha continuato la sua carriera giornalistica lavorando come freelance per numerose testate. Entrata a far parte della redazione di Geo, si è specializzata nel reportage sociale da Africa e Medioriente, vincendo numerosi premi. Nel 2008, all’età di 30 anni, è diventata direttrice del teen magazine Topgirl. Successivamente ha diretto il mensile Geo, il mensile Cosmopolitan e il settimanale Confidenze. Dal 2013 è direttrice del settimanale Donna Moderna. Incarico a cui ha sommato anche la direzione di Starbene e Tu Style.

Il riconoscimento ‘in rosa’ le è stato consegnato all’interno della redazione di Donna Moderna dalla presidente dell’Occhio dell’Arte, Lisa Bernardini, accompagnata da Paolo De Matteis, fotografo. Il premio dal titolo ‘Colori d’acciaio 2015’ è stato firmato dell’artista Sabrina Golin. “Sono onoratissima – ha detto a Labitalia Annalisa Monfreda – di aver ricevuto questo premio perché per me raccontare le storie di donne è una missione, e in genere sono dall’altra parte: quella di chi seleziona e cerca di far emergere. In questo lavoro faticoso, vedere che viene riconosciuto e viene premiato il lavoro di chi cerca di farlo per gli altri è sempre molto bello”.

“Penso – sottolinea – che sia molto facile per una donna dirigere un giornale, perché noi donne in realtà ce l’abbiamo nel dna questa capacità di essere al servizio degli altri. Questa responsabilità culturale addosso, questa responsabilità sociale, io me la sento tagliata. So che non sto soltanto dirigendo un giornale ma sto facendo emancipazione femminile e sto facendo cultura”. “Non sento – ammette Monfresa – la difficoltà di essere in un ambiente maschile perché io dirigo giornali femminili. Se fossi direttrice di un quotidiano probabilmente avvertirei più difficoltà. Quindi per me è assolutamente naturale questo lavoro e credo moltissimo nel giornalismo femminile (non a caso è quello che vive meglio in questo momento storico mentre tutto il resto è molto in crisi). L’editoria e il giornalismo femminile resistono proprio perché le donne sono disponibili ancora ad aggiornarsi, a informarsi, a leggere per migliorarsi. Finché ci sono donne così, è bellissimo fare il mio lavoro”.