Le aziende italiane in ritardo sull’Intelligenza Artificiale

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Presentato rapporto Minsait-Luiss: solo 1 su 4 ha piani di sviluppo

Roma, 18 mag. (askanews) – Dalla conoscenza dei trend di mercato tramite analisi predittive, al decision making e all’automazione di attività e di processi di routine, fino ai servizi alle persone e all’ottimizzazione delle risorse: sono solo alcuni degli ambiti in cui i modelli di Intelligenza Artificiale possono trasformare i modelli di business delle imprese. La rivoluzione è già in atto eppure in Italia le imprese hanno ancora molta strada da fare. E’ quanto emerge dal rapporto realizzato da Minsait, (società del gruppo Indra specializzata negli ambiti della Digital Transformation e delle Information Technologies), insieme al Centro di ricerca in Leadership, Innovazione e Organizzazione CLIO dell’Università Luiss Guido Carli.La ricerca “Intelligenza Artificiale in Italia – La rivoluzione che sta cambiando il business”, è stata presentata al Campus Luiss di Viale Pola, e analizza il grado di adozione delle nuove tecnologie da parte delle aziende italiane, fornendo un quadro approfondito delle motivazioni che spingono a investire nel settore, degli ostacoli che ne frenano una più ampia diffusione nel panorama nazionale nonché delle principali aree in cui l’AI sta già contribuendo al loro business. L’analisi dei dati raccolti da oltre 500 realtà ha messo in evidenza come solo il 22% disponga di un piano di sviluppo sull’AI, coerente con le strategie aziendali.”Le aziende ancora pensano di non avere un abitatore tecnologico sufficiente sull’intelligenza artificiale – ha spiegato Roberto Carrozzo, Head of Intelligence & Data – Minsait -. In particolare sul mondo infrastrutturale, due su tre non hanno una infrastruttura adeguata. In generale possiamo dire che siamo ottimisti sul futuro – ha aggiunto – perché abbiamo visto che non mancano i fondi per poter lavorare su questo ambito. E quindi sicuramente le aziende dovranno adesso accelerare su questo ambito che a oggi può essere un vantaggio competitivo, domani sarà normalità”.Il mondo dell’impresa italiana si dice comunque consapevole dell’importanza della sfida per guidare e sfruttare appieno il contributo della tecnologia. Il 52% delle aziende intervistate ha già lanciato progetti sull’AI.”Tra gli innumerevoli aspetti interessanti che emergono da questa ricerca di Minsait e Luiss c’è un tema di competenze. Mancano persone che siano addetti ai lavori – ha sottolineato Irene Finocchi, Advisor del Rettore per la Trasformazione Digitale della Luiss – mancano professionisti, come data scientist, esperti in intelligenza artificiale, esperti in dati, in algoritmi. E chiaramente da docente universitario questo aspetto mi interessa tantissimo, perché il nostro compito è anche di formare quelli che sono i professionisti del futuro”.