Le Beatitudini

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1. In questo strano meccanismo delle Primarie del PD nella prima tornata, quella in cui hanno votato solo gli iscritti, ha vinto Matteo Renzi con una percentuale che sfiora il 70%. Ora la parola passa al popolo, ai simpatizzanti, per dirla genericamente. Con una platea certamente più vasta e… senza controllo, può succedere di tutto. Anche invasioni di massa da parte di gruppi, addirittura di altri partiti, che possono determinare il segretario del PD. Con la modica somma di 2€ ad elettore. I miei sette lettori, temo non ci siano stati incrementi, ricorderanno le mie valutazioni su Matteo Renzi, nell’azione di governo ed in quella relativa al partito. Non ho cambiato idea, anche se ora il “nostro” assicura che muterà di “registro”: passerà dall’”io al noi”. E comunque, sulla rottamazione generica e massificata, un segno di resipiscenza lo ha già dato e si chiama, almeno dalle nostre parti, Biagio De Giovanni, di anni 85, con la lucidità di un quarantenne. Ad ogni buon conto, sicuramente gli riconosco il merito di aver portato, cosa che non era riuscita al “Trio” Bersani- D’Alema-Veltroni, il PD nella grande famiglia del Socialismo Europeo, di cui mi onoro di fare parte, per sempre, per antica appartenenza al Gruppo Parlamentare di Strasburgo. E per ideale adesione. Nelle condizioni in cui versa quello che resta della Politica, il PD, a prescindere dall’esito delle elezioni future, sarà pur sempre centrale nel panorama politico italiano. Lasciarlo, eventualmente, in mano ad uno dei due competitor di Matteo Renzi, Orlando ed Emiliano, mi sembrerebbe azzardato. Il primo sembra aspetti gli ordini del sempre più “intelligente” D’Alema, ora anche fautore di irresponsabili scissioni, supportato da Bersani, che auspica alleanze subalterne con il Movimento 5stelle. Sul secondo mi astengo da ogni valutazione sulla qualità della persona e mi limito ad osservare che anche lui, ancora più fortemente di Bersani è pronto ad alleanze con il Movimento 5stelle, tanto subalterne da apparire, lui, una sorta di infiltrato nel PD da parte di quel Movimento. Per non dire altro. Restano due opzioni al povero cittadino non iscritto, che si dovesse ritenere investito di responsabilità per le sorti del Paese: o starsene nel limbo, e quindi a casa, in attesa di astenersi anche alle prossime elezioni, oppure partecipare e scegliere la soluzione più indolore e comunque meno dannosa per il futuro dell’Italia. Scommettendo, per una volta ancora, su questa nuova visione “inclusiva” del PD, come ha auspicato al Lingotto anche il mio amico Sergio Chiamparino. In questo ragionamento mi è stato di esempio contagioso il mio riferimento antico Biagio De Giovanni, che è andato anche oltre, iscrivendosi addirittura al PD. Su questa strada “estrema” non l’ho seguito, ma ho condiviso il ragionamento suo, robusto e preoccupato per le sorti dell’Italia, e sono felice di ricavarne un contagio attivo. Così, insieme ad antichi e nuovi compagni di viaggio, ci incontreremo martedì 11 di aprile alle ore 17.00, nella Aula del vecchio Consiglio Provinciale, in Santa Maria la Nova, e per me sarà anche una piccola emozione, avendo trascorso in quell’Aula 5 anni, prima da Assessore e poi da Presidente della Provincia di Napoli. Discuteremo di tutto questo in un incontro dal titolo esplicito: “Con Biagio De Giovanni per Matteo Renzi e per Maurizio Martina. Evitare il baratro, recuperare la Politica. Rinnovare l’Italia”. Naturalmente ci sarà Biagio De Giovanni, mentre ci coordinerà Marco Demarco. Parleremo alla luce del sole e daremo la nostra testimonianza, così come ho fatto al recente Congresso Nazionale del PSI. Sono convinto che noi “anziani”, che abbiamo avuto la ventura e la responsabilità di ruoli nella Politica e nelle Istituzioni, abbiamo il dovere di testimoniare: per la Democrazia, per i Valori dell’Europa Unita, per la Libertà. Contro i populismi di ogni genere e contro i “costruttori” di muri di ogni specie. E sono certo che non saremo in pochi. Anche a Napoli.

2. “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati… beati i perseguitati per causa della giustizia perché di essi è il Regno dei Cieli”. (Matteo 5,3) Il Cristo Duemila anni fa, fra le straordinarie beatitudini, ben due le dedicava alla Giustizia. A coloro che “hanno fame e sete di Giustizia” ed a coloro che “sono perseguitati a causa della Giustizia”, ai quali riservava, addirittura, il Regno dei Cieli. Un tema, questo della Giustizia, di drammatica attualità. Ritengo che il Signore si preoccupasse degli “innocenti”, i quali, se ingiustamente colpiti (e tali devono considerarsi coloro che senza motivo sono privati della Libertà) sono a tutti gli effetti “perseguitati a causa della Giustizia”. Per coloro che hanno la Fede, la promessa del regno dei Cieli non è cosa di poco conto. L’augurio, per loro, è che abbiano la tenacia e la… forza di aspettare. Intanto, ne sono certo, molti di questi “perseguitati” probabilmente sarebbero stati ben felici di non dover aspettare il premio del “Regno dei Cieli” per l’ingiustizia subita, ma avrebbero voluto serenamente vivere qui, su questa Terra, senza timori e senza patemi: in Libertà.