Le biblioteche ai tempi della pandemia

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(foto: Pexels / Pixabay)

Le biblioteche di tutto il mondo si trovano ad affrontare scelte difficili in merito a quali servizi offrire e come offrire, che vanno dalle restrizioni minime alla chiusura completa. Siamo consapevoli che i Governi stessi stanno adottando approcci diversi, a volte ordinando la chiusura di tutte le istituzioni, altri indicando che la vita dovrebbe continuare come al solito, e altri semplicemente lasciando le decisioni ai direttori delle biblioteche.

Chiaramente qualsiasi decisione di limitare i servizi o chiudere una biblioteca è difficile e deve essere presa dopo una valutazione dei relativi rischi.

Socialmente le biblioteche erano il mezzo per eccellenza per attirare le masse lontano dai passatempi immorali o illeciti. Tuttavia il sostegno alle biblioteche, che per lo più proveniva dall’alto, non riguardava solo il controllo della cultura della classe operaia. Le biblioteche dovevano essere a beneficio delle stesse classi medie che le sostenevano. I lettori della classe media hanno accolto con favore quelle che in effetti sono diventate delle mini sale di lettura del al centro delle città di provincia, mentre nelle grandi città avevano risorse molto migliori rispetto alle biblioteche private e commerciali su cui le classi “rispettabili” avevano fatto affidamento in precedenza.

A fronte di tragedie, sconvolgimenti economici devastanti e migrazioni, le biblioteche pubbliche giocheranno un ruolo chiave nella ripresa del nostro Paese, delle nostre città e delle nostre vite. Le biblioteche offrono a tutte le persone – indipendentemente dal background o dalle circostanze – libero accesso agli strumenti e alle conoscenze di cui hanno bisogno per aprire le porte ad opportunità ed essere membri produttivi della società. Per rimanere fedeli alla loro missione, tutte le biblioteche devono subire un cambiamento radicale. Per servire il pubblico di fronte a sfide senza precedenti, le biblioteche dovranno trasferire i loro servizi nello spazio virtuale ed esplorare nuove strade per servire il pubblico e riunire le persone, anche mentre siamo lontani così come la formazione a distanza.

Quelli che sembravano servizi ormai di altri tempi oppure solo per un ristretto numero di intellettuali, durante le settimane di quarantena hanno dimostrato di non essere affatto da sottovalutare. I servizi delle biblioteche pubbliche hanno saputo rispondere velocemente alle nuove esigenze dei cittadini, con varie iniziative 2.0: organizzazione dei gruppi di lettura tramite dirette su social, la scesa in campo nel settore gaming e l’offerta di webinar non solo su argomenti del mondo digital. Questo è quanto hanno sottolineato gli informatici del sito CERCOTECH.it, che aggiungono: “Queste attività hanno catturato l’attenzione di molti utenti non frequentatori delle biblioteche fisiche, portando la piattaforma MLOL ‒ Media Library on Line, ad aumentare il numero di consultazioni e prestiti di 3 milioni rispetto all’anno precedente. La sfida per la nuova epoca senza lockdown è il come rendere questo fenomeno duraturo nel tempo, vale a dire portare un’ampia fetta di utenti ad abituarsi agli eBook, prendere dimestichezza con i DRM e fare sì che anche gli e-reader possano diventare dispositivi di comune uso come lo sono gli smartphone”.