Le borse asiatiche confermano la tendenza positiva

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Il punto. Dopo la reazione tiepida di giovedì alle nuove misure di stimolo decise dalla Bce, venerdì i mercati hanno messo a segno un deciso balzo con l’indice Ftse Mib che ha archiviato l’ultima seduta della settimana salendo del 4,8% a quota 18.987,75 punti. 

I mercati hanno messo in secondo piano le parole di Draghi che ha spento le aspettative di nuovi tagli in futuro, concentrandosi sui possibili effetti benefici delle misure varate ieri dal board della Bce sul mercato del credito.
Secondo Credit Suisse l’istituto centrale europeo si prenderà una pausa nelle prossime due riunioni con l’attenzione del mercato destinata a spostarsi più verso misure di politica monetaria non convenzionali rispetto allo strumento dei tassi di interesse.
Una spinta importante al buon umore dei mercati è arrivata quest’oggi dalla PBoC che ha apprezzato lo yuan dello 0,3%, rialzo giornaliero più ingente degli ultimi 4 mesi.
Per quanto riguarda l’Italia indicazioni migliori delle attese sono pervenute dalla produzione industriale a gennaio (+1,9% m/m), mentre l’asta Btp ha visto il rendimento del triennale italiano scendere per la prima volta sotto zero (-0,05% dal +0,11% dell’asta precedente).

Intanto, questa la situazione dei mercati in apertura.

Borsa italiana in rialzo: il Ftse Mib +0,62%, il Ftse Italia All-Share +0,68%, il Ftse Italia Mid Cap +1,15%, il Ftse Italia Star +1,00%.

Mercati azionari europei in netto rialzo: DAX +1,8%, CAC 40 +0,7%, FTSE 100 +0,7%, IBEX 35 +1%.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,1 per cento circa.
Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +1,64%, Nasdaq Composite +1,85%, Dow Jones Industrial +1,28%.
In rialzo Tokyo con il Nikkei 225 a +1,74%. Positive le borse cinesi: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +1,57%, a Hong Kong l’indice Hang Seng a +1,17%.
Euro contro dollaro sotto il massimo da metà febbraio a 1,1217 toccato giovedì pomeriggio. EUR/USD al momento oscilla in area 1,1120. 

Mercati obbligazionari eurozona in rialzo, bene i BTP. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente è stabile allo 0,27%, quello del BTP scende di 5 bp all’1,30%. Lo spread scende di 5 bp a 103.
I titoli del comparto bancario prolungano il rally di venerdì: l’indice FTSE Italia Banche segna +1,8%. l’EURO STOXX Banks +1,9% circa.

Borse asiatiche
L’ottava sui mercati asiatici si apre come si era chiusa la precedente: in positivo. Dopo il balzo superiore al 3% segnato dalle principali piazze europee venerdì, e il guadagno comunque significativo con cui aveva chiuso Wall Street (il Nasdaq era stato il migliore tra gli indici Usa con un progresso dell’1,85%), l’Asia conferma la tendenza in crescita nell’inizio di una settimana che avrà le Banche centrali sotto i riflettori: martedì la Bank of Japan è attesa alla sua periodica pronuncia in tema di politiche monetarie, mentre mercoledì e giovedì sarà il turno, rispettivamente, di Federal Reserve Usa e Bank of England.

Intanto, il petrolio perde in minima parte quanto guadagnato la scorsa ottava, con il Wti volato ai massimi da inizio 2016 (e mettendo a segno la quarta settimana consecutiva di progresso), dopo che venerdì l’International Energy Agency si era espressa dichiarando c he il mercato del greggio aveva ormai toccato il fondo. Sul fronte valutario, l’euro si è moderatamente apprezzato dopo essere scivolato ai minimi settimana scorsa in seguito alle nuove misure annunciate dalla Banca centrale europea. Il dollaro è invece sostanzialmente invariato nei confronti del paniere delle sei principali valute e ha perso marginalmente sullo yen giapponese.
Complessivamente la seduta è quindi positiva per i mercati d’Oriente, con l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in progresso di circa lo 0,80% che è praticamente quanto guadagnato nell’intera scorsa ottava condizionata soprattutto dalla volatilità delle piazze cinesi.

La nuova seduta è invece più che positiva per Shanghai e, soprattutto, Shenzhen, nonostante il deludente dato sulla produzione industriale diffuso nel weekend dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino. Nel periodo gennaio-febbraio (abitualmente accorpato per evitare le distorsioni dovute alle festività lunghe una settimana del Capodanno lunare), la produzione industriale è infatti cresciuta del 5,4% su base annua contro il 5,9% di dicembre e sotto al 5,6% del consensus del Wall Street Journal. Sotto alle attese anche le vendite retail, cresciute del 10,2% nei due mesi contro il 10,8% del consensus. A fine seduta, comunque, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno guadagnato l’1,75% e l’1,57% rispettivamente.
Ma la migliore performance della regione è dello Shenzhen Composite, che chiude in rally del 3,56% dopo essere stata la piazza più colpita dalle vendite nella precedente ottava. Avvicinandosi alla chiusura anche Hong Kong è in positivo: l’Hang Seng è infatti in progresso di oltre l’1% (ed è superiore all’1,50% l’apprezzamento dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China).

La giornata si era aperta con il significativo apprezzamento di Tokyo, grazie tra l’altro al guadagno del 5,20% registrato dal colosso della grande distribuzione Fast Retailing, uno dei titoli di maggiore peso sull’indice nipponico delle blue chip.
A fine seduta il Nikkei 225 ha segnato un guadagno dell’1,74% (leggermente peggio ha fatto l’indice più ampio Topix, in crescita dell’1,52%). Sul fronte macro in gennaio gli ordinativi di macchinari industriali core (escludendo cioè quelli per la generazione elettrica e quelli navali) in Giappone hanno segnato un balzo del 15% su base sequenziale dopo il progresso del 4,2% di dicembre (e il crollo del 14,4% in novembre). Il dato è anche ampiamente superiore al 3,0% di crescita del consensus. In positivo, ma con un tono decisamente più moderato, le performance di Sydney e, soprattutto, Seoul: S&P/ASX 200 e Kospi hanno infatti guadagnato lo 0,37% e l o 0,04% rispettivamente.

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso l’ultima seduta della settimana in netto rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,28%, l’S&P 500 l’1,64% e il Nasdaq Composite l’1,85%. I listini azionari Usa hanno approfittato del rally delle Borse europee innescato dalle mosse della Bce. 

Nell’arco dell’intera settimana il Dow Jones ha guadagnato l’1,2%, l’S&P 500 l’1,1% e il Nasdaq Composite lo 0,7%.
Sul fronte macroeconomico i prezzi alle importazioni sono diminuiti dello 0,3% nel mese di febbraio a fronte di attese pari al -0,5%. Nel mese di gennaio si era registrato un calo dello 0,8%. I prezzi alle esportazioni sono diminuiti dello 0,3% su base mensile, superiore al consensus pari al -0,6%.

Europa
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in rialzo. Il Dax30 d Francoforte guadagna l’1,7%, il Cac40 di Parigi lo 0,9%, il Ftse100 di Londra lo 0,7% e l’Ibex35 di Madrid l’1,2%.

Alle 11 ora italiana sarà diffuso il dato sulla produzione industriale di gennaio nella zona euro. Gli analisti stimano un incremento dell’1,7% su mese e dell’1,4% su base annua.

Italia
A cavalcare maggiormente l’effetto Bce sono state le banche con rialzi molto cospicui per Unicredit (+9,46% a 4,05 euro), Ubi Banca (+9,26% a 4,06 euro), Mps (+8,68% a 0,576 euro) e Intesa Sanpaolo (+7,47% a 2,734 euro).
Tra le big del risparmio gestito si è mossa molto bene Anima (+8,61% a 6,43 euro).
Seduta in forte progresso anche per Saipem salita di oltre sette punti percentuali a quota 0,3847 euro (+7,19%). A dare sprint al titolo della società oil è l’upgrade deciso da Goldman Sachs che ha alzato il rating a buy inserendo il titolo nella propria Conviction List.
Sprint per Telecom Italia (+5,47% a 1,042 euro) con il settore ben intonato anche grazie alle indicazioni arrivate dall’ad di Wind, Maximo Ibarra, che si è detto molto ottimista sull’arrivo dell’ok dell’Antitrust europea alla fusione tra Wind e 3 Italia.
Sempre sul fronte M&A, il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, ha smentito seccamente l’ipotesi di una fusione con Orange. L’operazione era stata rilanciata qualche giorno fa dalle dichiarazioni di Matteo Renzi e Francois Hollande e dalle parole di Stephane Richard, ad del colosso francese delle telecomunicazioni.

I dati macro attesi oggi
Lunedì 14 marzo 2016
USA Apertura mercati azionari anticipata alle 14:30 fino a venerdì 25 marzo (ora legale);
00:50 GIA Ordinativi di macchinari gen;
11:00 EUR Produzione industriale gen.