Le combinazioni inaspettate del pensare profondo

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Prendendo spunto da Exit, Voice, and Loyalty, un famoso saggio dell’economista e politologo Albert Hirschman, possiamo dire che ci troviamo di fronte a un ultimatum concettuale che vede confrontarsi i guru mediatici con gli scienziati e i ricercatori. I primi danno il ben servito ai secondi, invitandoli ad abbandonare il palcoscenico e indicando loro l’uscita, l’Exit. Ai secondi non resta che rifugiarsi in quelle oasi del sapere che nel Settecento erano i salotti intellettuali di conversazione. Ai margini della Grande Corrente dei Media, scienziati e ricercatori intravedono masse di persone che si abbeverano alla fonte dei guru. Vi sgorga rapida l’acqua il cui rumore è la Voce della superficialità e delle fake news. È una fonte nel mondo digitale che genera una valanga di notizie la cui velocità produce pensiero superficiale. Nell’oasi della scienza, per contro, si sosta pacatamente per pensare in profondità. Idee che collidono per poi fondersi dando vita a combinazioni inaspettate sono il frutto del pensare profondo. Festina lente, ammonivano gli antichi – affrettarsi lentamente, la sollecitudine dell’azione unita alla lentezza di un’attenta riflessione. Nell’oasi del pensiero, l’Homo Sapiens non diverrà il servitore delle creature di silicio che, al contrario, dovranno essere a nostro servizio.

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