Le criptovalute in Italia: in due anni investitori raddoppiati, portafogli per 2 miliardi di euro

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Foto di Sergei Tokmakov Terms.Law da Pixabay

In Italia il numero di clienti con crypto-attività è aumentato del 103% in due anni, arrivando a 1,4 milioni, con portafogli complessivi per 2 miliardi di euro. A delineare i dati sono Paolo Gianturco e Maria Fazio, esperti Deloitte, su Voices, la piattaforma della società di consulenza. Il cliente tipo ha 1.400 euro in portafoglio e appartiene a fasce giovani: il 64% tra 18 e 39 anni, di cui 37% tra 18 e 29.

La tecnologia che cambia la finanza

Secondo Deloitte, gli asset digitali su blockchain trasformano il mondo della finanza. Non solo bitcoin: ci sono token collegati ad attività, stablecoin e utility token, mentre NFT restano ancora fuori dalla regolamentazione. Gli esperti avvertono che la tecnologia sta cambiando radicalmente il rapporto tra investitori e strumenti finanziari.

Mercato e regolamentazione in evoluzione

I VASP italiani sono cresciuti del 58% fino a 166 operatori. Con l’arrivo di MiCA, la transizione verso i CASP regolamentati è in corso, ma in Italia nessuno è ancora approvato, mentre 57 operatori europei possono operare nel Paese. Germania, Olanda e Francia guidano la classifica europea.

Rischi chiari

Gli esperti avvertono: volatilità, liquidità limitata e rischi informatici sono i principali pericoli per gli investitori. Serve prudenza e intermediari qualificati. La tassazione sulle plusvalenze varia: 33% per criptovalute, 26% per prodotti finanziari con crypto sottostanti.

Ora o mai più

Secondo Deloitte, il momento per le imprese di entrare nel digitale è adesso. La chiarezza normativa offre opportunità concrete: chi investe in asset digitali può rafforzare il proprio business e prepararsi a una finanza sempre più digitale e trasparente.