Le derive, di ogni genere, vanno frenate sempre e dovunque

in foto Donald Trump

Con il trascorrere dei mesi, il 2024, “anno elettorale” sta dando prove di ogni genere di quanto sia delicato, talvolta in odore di sconfitta, una con una il bene più prezioso di cui dispone l’umanità. Anche se immateriale, essa dovrebbe tenerne buona alta considerazione e buona custodia. È la democrazia, con essa la libertà. Prima che questo anno, bisestile, quindi per ipotesi con prospettive non proprio rosee, giunga al termine, sono ancora all’incirca 70 le tornate elettorali che dovranno svolgersi in molte parti del pianeta. In questo inizio d’anno la popolazione mondiale ha avuto già modo di constatare come non debbano essere interpretate mai due parole, democrazia e libertà. In quel di Mosca, le elezioni appena concluse sono state definite dagli interessati democratiche e libere. Tale bestemmia è stata pronunciata e continua la diffusione simile a una deriva. Così facendo, anche fuori dei confini russi, nello specifico l’Italia, accade che alcuni esponenti della politica continuino a confondere il cimitero con la stazione. È questa la formula usata nel villaggio quando è necessario far notare a qualcuno che sta confondendo il giorno con la notte. L’ Italia, per buona sorte solo una parte di essa, con maggior concentrazione tra i rappresentanti del popolo, è in preda a una crisi di identità. Essa fa ritenere loro che i due opposti di come possa essere governato un tessuto sociale organizzato, finiscano per coincidere. In parole ancora più semplici, che un regime totalitario come quello di Mosca possa essere considerato, seppure in maniera contenuta, assimilabile al governo che opera a Roma. È appunto questa una deriva della politica italiana, peraltro al governo, che non può essere tollerata più di tanto e, in maniera democratica, deve essere affrontata e respinta la da dove è venuta.Va da se che ciò dovra accadere con le procedure del caso, all’interno del dettato costituzionale.. Tutto quanto fin qui esposto, va considerato come l’introduzione alla descrizione di altre derive, anche esse a alto livello di pericolosità, che minacciano il mondo, sia pure in maniera indiretta. In quella che ancora oggi dovrebbe essere considerata la patria della democrazia e quindi della libertà, gli Usa, l’elettorato sta assistendo a prove tecniche di comportamento da parte dei due candidati di spicco. Esse sono da considerare un assaggio in diretta di come i due aspiranti al trono più potente della superficie terrestre, intenda, una volta eletto uno dei due, far navigare quella superpetroliera nelle acque agitate del pianeta. Proprio in questi giorni gli americani stanno assistendo a un comportamento che si pone all’esatto opposto di quello che hanno dovuto mantenere i russi. Pur essendo Trump un candidato con discrete probabilità di essere rieletto Presidente, si è visto respingere la richiesta di una polizza fideiussoria di circa mezzo miliardo di dollari da una trentina di banche. Quel documento deve essere presentato in tribunale perché la giustizia possa fare il suo corso e processare il tycoon, di conseguenza più che dimezzato. Molte volte, durante i loro comizi, sia Biden che Trump si stanno scagliando l’un l’altro quanto di peggio possa uscire dalla bocca di una persona. Con il loro agire stanno riportando alla memoria degli italoamericani di una certa età, i comizi per l’elezione del sindaco del villaggio. Durante tali adunanze popolari, le orazioni dei candidati o che tali sarebbero volute essere, erano pronunciate dai balconi di case diverse. Era così possibile assistere a comportamenti tutt’altro che urbani tenuti dai candidati.Gli stessi arricchivano il contenuto delle loro orazioni con gesti ben al di là dell’ osceno.C’e però un particolare di non poco conto che fa da solo la differenza tra quella riva dell’ Atlantico e questa. Esaurite le performances elettorali, oltreoceano continua lo scambio di offese tra i due presidenti, quello rieletto e quello mandato a casa dal popolo. Da questo lato il sindaco eletto e l’aspirante che invece ritorna alla sua bottega, il giorno dopo, ridendo e scherzando, vanno insieme al bar a bere un caffè, come se non fosse successo niente. Paese che vai, usanze che trovi.