Le grandi lobby e i politici vincono, anche in sanità

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di Riccardo Vizzino

La tutela della salute: un diritto e un impegno.
La tutela della salute è un diritto fondamentale e al contempo un impegno, per il singolo e per la collettività.
Le politiche di tutela della salute devono farsi carico di promuovere trasparenza e legalità nel settore sanitario perché un sistema sanitario affidabile e integro è uno strumento di rassicurazione contro il rischio di dover affrontare la malattia in solitudine, di fiducia nelle istituzioni e nella comunità, di promozione del capitale sociale. La mancanza di integrità fa male alla salute: riduce l’accesso ai servizi, soprattutto fra i più vulnerabili.
Nonostante studi recenti confermino il buono stato di salute degli italiani, dovuto alle discrete condizioni ambien- tali e socioeconomiche del paese, ma anche all’ampia accessibilità a trattamenti sanitari efficaci ga- rantita dalla presenza di un servizio sanitario universalistico, esistono molte differenze tra le singole Regioni. La cronica assenza di programmazione, il consolidarsi di forti interessi economici, l’utilizzo della sanità a fini politici hanno fatto sì che in alcune realtà italiane sia stato più difficile contrastare sprechi e illegalità, minando la fiducia nel sistema di tutela della salute da parte delle persone che vivono in quei territori.
Il nostro servizio nazionale – o meglio nel meridione – sta precipitando, nel silenzio e nell’indifferenza, nel baratro dell’incapienza di posti letto, di medici, di infermieri, di spazi fisici, di risorse e di formazione. Il diritto ad essere curati in maniera appropriata e in condizioni dignitose è diventato quasi un privilegio
Tra Pronto Soccorso affollati, liste d’attesa ,per una prestazione occorre aspettare mesi, ed è normale che un cittadino che magari è stato sollecitato per un controllo non aspetti un anno per verificare se è sano oppure bisognoso di cure. Ma per far questo deve avere i soldi e accedere all’intramoenia, mondo magico dove basta avere una carta di credito per avere la stessa prestazione – e magari lo stesso macchinario – usato per i pazienti in lista d’attesa.costose analisi e spesa per medicine sono sempre di più quelli che si affidano alle assicurazioni private. Che però non sono enti di beneficenza e hanno criteri molto stretti, sia per l’accesso – se sei anziano paghi tantissimo o non entri proprio – e per i rimborsi. Molte ormai poi adottano questa politica: per molte prestazioni rimborsano il prezzo dei ticket del Ssn e basta. Così si si chiude il cerchio, e il paziente è costretto di nuovo a ricorrere al pubblico, pagando però un’assicurazione privata. E questa sarebbe una sanità gratuita?
Un capitolo ulteriore meriterebbe il costo delle medicine abbondantemente prescritte da medici ospedalieri e privati. Oggi se vai in farmacia a comprare un paio di prodotti non spendi meno di venti, trenta euro. Di recente, mi è capitato di comprare tre farmaci per bambini e aver pagato la cifra folle di sessanta euro. Anche per i bambini i costi infatti sono assurdi – 12-15 euro per dei fermenti lattici, lo stesso per uno sciroppo per la tosse – tanto da mettere spesso in seria difficoltà le famiglie.
Eppure di questo nessuno parla.
Il problema sono le nomine su indicazioni del politico di turno ,senza concorsi per cui quei posti chiave sono coperti da amici degli amici ( politica clientelare), dirigenti incapaci, che fanno gli interessi del partito e di chi li ha piazzati in quel ruolo di direttore sanitario, non certo di quei poveri cristi …,
….se chi ci rappresenta non mette in testa prima di tutto la salute del cittadino le cose rimangono così anzi peggiorano….basta dire che ci sono migliaia di cittadini e bambini sono privi di assistenza sanitaria sul territorio per mancanza dei medici e dei pediatri…. e il politico di turno continua a non pensarci al problema che è reale….
La tutela della salute è un diritto umano fondamentale e non una fonte di profitto. I servizi sanitari devono essere perciò protetti da conflitti di interesse e da ogni logica di mercato.
Ogni politica pubblica a tutti i livelli istituzionali deve essere mirata al mantenimento della salute come benessere psicofisico e sociale
È indispensabile una piena accessibilità alle cure, garanzia di accesso alle cure che devono essere efficaci e di qualità.
Sospensione del brevetto, come previsto dagli accordi internazionali, se il prezzo dei farmaci chiesto dai produttori è eccessivo.
Garanzia di accesso ai servizi con abolizione delle liste di attesa. Abolizione della libera professione intra (ed extra) muraria.
La sanità non funziona e il silenzio dei cittadini premia i politici.