Le manovre per il Colle: che cosa c’è dietro la candidatura di Berlusconi e perché Draghi fa paura a tutti

997
(Imagoeconomica)

Il Centrodestra, candidando Berlusconi non ha fatto autogoal ma rovesciato il tavolo per costringere Centrosinistra e 5Stelle a sedersi e discutere. Pur chiedendo un nome superpartes condiviso, glissano, nella speranza di trovare la quadra tra loro.
Impallinando Berlusconi, Letta ha fatto fuori Prodi e tenuto in caldo Casini, ex DC ex UDC eletto l’ultima volta con i voti del PD. A questo punto tutto è possibile anche un Capo dello Stato votato a maggioranza.
Questo è l’intento della sinistra? Qualche sospetto è legittimo: un paio di anni fa PD e M5S fecero di tutto per scongiurare le elezioni ed evitare che questo Capo dello Stato potesse essere eletto dal Centrodestra dato per vincente alle ventilate elezioni.
Parlare di Draghi è tabù eppure meriterebbe molto più di Monti, per i servizi resi al Paese e di certo non ha ricevuto alcun vitalizio politico come paracadute del resto non gli manca possibilità di andare ai vertici di qualunque istituzione mondiale ed europea.
La sua salita al Colle spaventa comprensibilmente il PD, terrorizza ovviamente i 5S, preoccupa inspiegabilmente FdI.
Draghi sa mediare, convincere quindi governare; sa farsi sentire e seguire e la maggioranza profonda del Paese, che non parla, lo voterebbe a valanga.
Draghi aiuterebbe se dicesse che non farà la balia restando al Governo dopo l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica ma chiederà l’immediato scioglimento delle camere per andare dove lo attendono con ansia. Ugualmente se dicesse che il prossimo Capo dello Stato dovrà preoccuparsi di portare a termine la Legislatura.
In ambedue i casi forse non tranquillizzerebbe tutti ma almeno sapremmo quali partiti sono a favore dell’adeguamento della struttura del nostro Stato alle sfide del Capitalismo globale, che solo in Italia si continua a far finta non esista e vada guidato.
E’ irrispettoso predicare l’indispensabilità di Draghi al Governo per evitare elezioni anticipate in quanto unico collante dell’attuale maggioranza. Draghi si onora sicuramente di essere un Servitore dello Stato ma non è giusto farne un servitore dei partiti, anzi di quei partiti che lo vogliono al Governo per evitare che qualcuno di sgradito, non si sa poi bene a chi, prenda il suo posto e, in mancanza, si vada alle elezioni che temono di perdere.
Faccia bene o male Draghi dal canto suo continua a comportarsi da Servitore dello Stato e gentiluomo: noblesse oblige.
A questo punto è legittimo chiedere se tutto questo fa bene al Paese?
Il fatto è che qualcuno dalla situazione sta guadagnando; difficile dire chi, facile immaginarlo.
L’Italia ha urgenza di riforme profonde, che, per servire, dovranno intaccare il titolo I della Costituzione. Non c’è nulla di reazionario, tantomeno antidemocratico, in questo e spaventa solo chi vuole che tutto rimanga com’è. Bisogna innovare i puntelli dello Stato con Istituzioni volte al “per” non più “anti”; attive non difensive; dinamiche non statiche; propulsive non conservative. Ridicolo aver paura di questo e invocare Antifascismo e Resistenza, a meno che non si abbiamo rendite di posizione da mantenere.