Le menti flessibili e la legge ferrea dell’evidenza

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L’imprenditoria nascente nell’alta tecnologia attraversa i confini nazionali per cogliere le opportunità offerte dalle “5 R” – riciclaggio, riutilizzo, riduzione, recupero e ripensamento delle risorse naturali. Essa è, dunque, un’imprenditoria che tende a trovarsi in sintonia con la natura. Il codice di questa colonia è probabilistico. Le idee dei fondatori assomigliano, infatti, alle particelle subatomiche aggrovigliate a grandi distanze e in più luoghi allo stesso tempo. Il loro significato precede il momento in cui esse ridefiniscono i mercati.

Lo sviluppo della colonia è influenzato dalla permanenza di barriere mentali che sono culturali e storiche ancor prima che geografiche.

Le menti flessibili scavalcano i confini di ciò che si conosce. Oltre che agire, costoro pensano. La legge ferrea dell’evidenza basata sulle prove a disposizione sta a loro stretta. Al modo irrazionale di indagare sulla struttura dell’impresa nascente i fondatori dalle menti flessibili prestano grande attenzione. Ciò per evitare che il loro esperimento non cada nella trappola della ricerca forsennata dell’ultima cifra misurabile che poi risulterà essere del tutto priva di significato. Con la determinazione di essere dei vincenti, essi incanalano la legge ferrea dell’evidenza nel solco della soggettività, componente vitale della macchina della conoscenza per scoprire la struttura sottostante delle cose. L’ampia azione della legge ferrea deve conciliarsi con la profondità del pensiero soggettivo.

piero.formica@gmail.com