Le metafore della leadership

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In foto quadro di Palo Righi

Non tutto quello che può essere contato conta e non tutto quello che conta può essere contato
Albert Einstein

di Ugo Righi
Mancano i veri grandi leader o almeno sono veramente rari e il contrasto con le figure ombra o i giovani guitti è tale che la complessità aumenta ed è sempre più difficile integrare gli universi e i pluriversi del nostro tempo.
Le origini dello studio della leadership possono essere fissate intorno agli anni 40.
E’ necessario arrivare sino agli anni sessanta per apprezzare un primo sviluppo sostanziale di modelli con un approccio legato alle due dimensioni dell’orientamento al compito o alle relazioni e il cui mix è messo in relazione con le diverse situazioni gestionali.
Nell’85 esce il libro di Bernard Bass che, introducendo la nozione di leadership trasformazionale, offre un nuovo punto di osservazione ponendo l’enfasi sul ruolo del leader come figura di riferimento nel processo di cambiamento continuo.
Alla svolta degli anni novanta si registra un’altra integrazione alla prospettiva di osservazione: il cambiamento continuo e lo stimolo innovativa e relazionale richiesta portano in primo piano l’apprendimento.
In questo senso si colloca il contributo di Senge del 1990 che configura l’azione di leadership come un “nuovo lavoro” di elaborazione di visione, progettazione, guida, insegnamento e cura attiva dello sviluppo dei collaboratori come condizione per lo sviluppo del business.
Per tutti gli anni novanta si sono succeduti contributi enfatizzando o componendo meglio aspetti specifici come la capacità di far crescere (coaching, mentoring, empowerment), la capacita di indirizzare (visioning, leadership simbolica, esemplarità), la capacità di condividere e coinvolgere (intelligenza emotiva, costruzione di senso).
Anche oggi, nonostante evoluzioni intellettuali e anche pratiche consolidate , ci sono da superare resistenze, legate soprattutto al fatto che di solito la leadership rimane un fenomeno, esplorato nell’ambito del rapporto capo/collaboratore o capo/team e comunque nella dimensione interna all’organizzazione; mentre. la leadership, dovrebbe essere una capacità diffusa, esercitata a tutti i livelli fino a diventare una caratteristica collettiva dell’organizzazione che riesce a esercitare un’azione di guida attiva verso i propri clienti, fornitori, partner.
Il mondo delle organizzazioni,in genere, è refrattario a un esercizio diffuso della leadership, resistente ad abbandonare le pratiche rassicuranti del modello gerarchico/funzionale: è raro,infatti, trovare un esercizio positivo della leadership che esprima un potere per gli altri e non potere per sé.
Prevale il modello a somma zero anziché quello moltiplicativo.
In questo panorama la leadership appare,comunque, come lo strumento fondamentale per mettere insieme competenze e risorse, rispetto a una visione e a un sistema di valori condiviso, e di comportamenti eccellenti.
La leadership si può esprimere attraverso tre percorsi metaforici:
Il percorso dell’organizzazione come organismo vivente
Il percorso dell’organizzazione come sistema intelligente
Il percorso dell’organizzazione come sistema socio-economico
La metafora dell’organismo vivente è basata su due analogie con l’organizzazione.
L’organizzazione ha come proprio compito cruciale e fondamentale la sopravvivenza: per assicurarsi la continuità è disposta a modificarsi, cambiando i propri fini, le proprie strategie. in secondo luogo il fatto che tende ad attivare la propria trasformazione mostrando apertura e flessibilità rispetto all’ambiente.
Il richiamo all’organismo vivente ha aperto la strada all’introduzione di strutture flessibili, reticolari, capaci di garantire un equilibrio costante e dinamico tra bisogni minimi di coordinamento e controllo dell’organizzazione e richieste/stimoli dell’ambiente e, quindi, di sostenere dinamiche innovative più stimoli rispetto alle organizzazioni tradizionali.
Le persone e le unità organizzative, a differenza delle parti degli organismi viventi, possono scegliere se cooperare o no; ci si rende facilmente conto che le occasioni in cui le organizzazioni mostrano un livello di “armonia nell’azione” pari a quello degli organismi biologici, sono piuttosto l’eccezione che la regola.
Alla luce di questa considerazioni, la leadership appare in tutta la sua rilevanza perché energia e capacità indotta per sviluppare
senso di appartenenza, unità di visione e di finalità, allineamento sui valori di cui le organizzazioni attuali hanno estremo bisogno ma che difficilmente sviluppano spontaneamente.
L’organizzazione come sistema pensante:
Le scienze della cognizione ci forniscono un secondo spunto per connotare la leadership rispetto alla capacità di sviluppare intelligenza collettiva, poiché, sin dagli inizi, queste scienze hanno cercato di spiegare il fenomeno “mentale”, il pensiero, e la sua connessione con la “collettività biologica” dei neuroni che costituiscono il cervello. Il fenomeno del pensiero e delle configurazioni neuronali emergenti, costituisce il risultato di una strategia d’azione autonoma del sistema neuronale rispetto a stimoli esterni di per sé non dotati di senso.
Questo modo di vedere il manifestarsi del pensiero e, a livello più alto, dell’intelligenza e dell’apprendimento come processo di produzione di senso attraverso l’interazione creativa e la co-evoluzione di un’organizzazione con l’ambiente, se riferito all’ambito organizzativo, connota la leadership come principio attivo per favorire la manifestazione di comportamenti collettivi “intelligenti” e di apprendimento organizzativo.
La leadership si configura come la capacità di rendere possibile l’azione e la motivazione in situazioni fluide in cui non tutto è chiaro e certo, in cui il senso del proprio agire e il livello dei risultati possibili vanno scoperti agendo.
L’organizzazione come sistema socio-economico:
Su questa base il significato del lavoro viene in seguito sviluppato in rapporto all’identità, come possibilità di affermazione e realizzazione individuale, e “il lavoro non è più solo la più alta manifestazione dell’individualità, ma costituisce anche l’ambiente all’interno del quale si realizza la vera e affermazione sociale di se , e quindi dell’organizzazione con i conseguenti vantaggi per il business o per lo scopo del sistema.