Le (nuove) vie del vino
Sannio, la ruralità è 2.0

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Rimodellare le filiere agroalimentari in modo da restituire valore a prodotti diventati solo escamotage per vendere beni immateriali, a cominciare dagli innumerevoli (e costosi) astri di quell’universo chiamato branding. L’obiettivo è Rimodellare le filiere agroalimentari in modo da restituire valore a prodotti diventati solo escamotage per vendere beni immateriali, a cominciare dagli innumerevoli (e costosi) astri di quell’universo chiamato branding. L’obiettivo è ambizioso, ma gli innovatori rurali stanno dimostrando di fare sul serio. Guidati da Alex Giordano e Adam Arvdisson, guru della social innovation, il progetto di ricerca internazionale Rural Hub sta risvegliando la coscienza delle aree interne della Campania e, più in generale del Mezzogiorno, attraverso laboratori, scuole di formazione, eventi mirati a far nascere un nuovo modello che sappia tenere in piedi la cosiddetta triple bottom line (People, Planet, Profit) in aziende che sappiano coniugare esigenze ambientali, sostenibilità economica e responsabilità sociali. Il programma Protagonista della nuova tappa del progetto è Castelevenere, piccolo comune sannita, che da oggi 14 febbraio sarà al centro della “Strada dei vini”, progetto di ricostruzione della scenografia identitaria delle aree rurali. “Castelvenere conta 2500 abitanti e su circa quattordici chilometri quadrati di superficie totale del paese – osserva Giordano – oltre 11 sono ricoperti da coltivazioni a vigneto. Questo significa un immenso patrimonio di vitigno doc, e un immenso patrimonio di produttori dediti all’agricoltura di qualità”. Fitto il programma: si parte con un convegno sul tema “Tra storytelling e co-design: nuovi strumenti (essenziali) per una strategia di sviluppo del territorio” cui parteciperanno, oltre allo stesso Giordano e Ardvisson, docente di sociologia della globalizzazione alla Statale Milano, Maria Letizia Gardoni e Carmelo Troccoli, rispettivamente presidente e direttore generale di Coldiretti Giovani, Elio Mendillo, amministratore delegato Gal Titerno, Nadia Barrella e Gaia Salvatori, docenti di Museologia e Storia dell’arte contemporanea presso la Seconda Università di Napoli. Previsti altri due incontri sabato 21 e sabato 28 febbraio dedicati al nascente “Laboratorio della Strada dei vini” e al nuovo Puc di Castelvenere come “Strumento di valorizzazione e di ricreazione del paesaggio fisico e culturale”. Un nuovo manifesto identitario Dal centro della piccola comunità telesina, “Le Strade di Vini” si estende su tutta l’area del titerno-telesino coinvolgendo le scuole e gli imprenditori con momenti di animazione culturale e presentazioni che hanno come principio fondamentale l’attivazione delle risorse locali. Oggi verrà inoltre presentato “Il Manifesto della Rural Social Innovation” (ebook scaricabile gratuitamente in rete). “L’obiettivo – conlude il ricercatore – è quello di aprire uno spazio relazionale in cui, da un lato, sperimentare modelli culturali ed estetici che reinterpretino le risorse rurali locali guardando a questi processi complessi; dall’altro, rileggere in senso critico concetti come comunità, identità, tradizione, riconfigurando i paesaggi fisici e culturali della ruralità in senso attivo, attraverso un ripensamento della visione storico-culturale del mondo rurale”.