Le parole dell’innovazione, strade da seguire per poter competere

36

Innovare per competere può voler dire migliorare ciò che già si sa fare bene, oppure cambiare le regole del gioco per fare cose nuove in modo nuovo. Nel secondo caso, c’è da familiarizzare con la parola ‘coopetizione’.

Coopetizione
La coopetizione è un piccolo colpetto che riesce a spostare grandi massi. Per dirla con Esopo, non è la forza vento del nord che rimuove il mantello del viaggiatore, ma il comportamento suadente dei raggi solari.
La coopetizione spinge gli attori ad annodare legami di fiducia al di fuori dei gruppi storici di appartenenza.
Si è in concorrenza quando si tratta di ritagliarsi la propria fetta di una torta. Come dire che si affilano i coltelli per afferrare la fetta migliore – la più grossa è anche la più buona? – del mercato. Ma ci sentiamo uniti, insomma siamo pronti a collaborare quando è in ballo la creazione della torta?
La concorrenza e la cooperazione sono mescolate tra loro in vari modi. Variare le proporzioni tra la concorrenza e la cooperazione corrisponde a diversi giochi di competizione.
Per conciliare cooperazione e competizione gli asiatici sono diventati maestri nella pratica della coopetizione.
La competizione è un gioco finito, con un vincitore e un perdente: è “Guerra e pace” di Tolstoj. Vince chi morde, perde chi è morso. Non per nulla gli asiatici la raffigurano a guisa di serpente velenoso.


La cooperazione, invece, creando nuove opportunità a vantaggio di tutti i protagonisti, è un gioco infinito che evolve spontaneamente verso la coopetizione in cui convivono tra le parti in campo comportamenti cooperativi e competitivi.
Nella coopetizione si affermano relazioni del tipo “vincitore-vincitore”, con i vincitori di oggi che insegnano ai perdenti, i quali potranno essere i vincitori di domani, in un gioco che è, appunto, infinito. Nella cultura dell’Estremo Oriente questo gioco viene rappresentato con un otto rovesciato, il simbolo dell’infinito.


Hampden-Turner e Trompenaars (Mastering the infinite game. How East Asian values are transforming business practices. Capstone, Oxford, 1997) sostengono che varie combinazioni di concorrenza e cooperazione corrispondono a diversi giochi di coopetizione. I due autori chiamano “giochi finiti” quelle situazioni in cui la concorrenza cooperativa è un atteggiamento che tende verso la competitività. Nei giochi finiti si gareggia per meglio cooperare. Al contrario, infiniti sono quei giochi che propendono verso la cooperazione. Nei giochi senza fine si coopera per meglio competere.

piero.formica@gmail.com