Le precedenze e il saper derogare all’occorrenza alla scaletta stabilita

Si continua a ascoltare e a assistere da ogni latitudine a una forma di ostentazione di potenza di fuoco, per ora solo in forma di minacce, da parte dell’Iran. Essa sembra essere, oltre che fuori luogo, anche pretestuosa, senza un diretto e contestuale collegamento con le azioni di guerra. Al contrario di quanto stanno urlando attraverso l’etere gli Ayatollah, che, minacciando di intervenire alla prima provocazione, favoleggiano l’impiego di un’ arma devastante mai usata prima. Destano così paure in Occidente che, come minimo, evolvono in stati di incertezza unita a grande ansia, che talvolta sfociano in terrore. Anche se tale modo di fare richiama il comportamento di Rodomonte, non si può non tenerne conto. Lo stesso clima appena abbozzato, provoca già di per sé un danno rilevante. Il clima generato è pieno di incertezze come poche altre volte si è presentato all’Umanità. Quella stessa che ha già altri enormi problemi da affrontare. Gli stessi dovrebbero essere tenuti in osservazione ventiquattro ore al giorno, senza distrazioni di qualsiasi genere. Sarebbe estremamente complicato, se non del tutto impossibile, prendere in considerazione quesi ultimi nella loro globalità. Così è bene che l’ attenzione si concentri sull’Italia, con libertà di approfondire qualcosa di ciò che accade nella Ue. Una premessa: è inutile continuare a considerare separatamente l’ argomento della diversa portata dei conflitti in corso. Quello tra la Russia e l’Ucraina è nato già allargato e esteso a due superpotenze: la Russia e i suoi supporters contro l’Ucraina, sostenuta dagli Usa e, prima ancora, dalla Ue, anche se con modalità diverse. Dopo circa due anni si é verificato l’ episodio che ha attizzato un enorme braciere. Esso brucia da secoli, con intensità altalenante, in quel quadrante del mondo, dove è lo stato di Israele. Coinvolgendo così le popolazioni che vivono all’interno delle stesse, come Gaza e i paesi circondari. Si capisce così come quel fiume di violenza che scorre a est del pianeta potrebbe subire un’ esondazione biblica le cui dimensioni, senza dubbio grandi, non lasciano prevedere facilmente fin dove arriveranno. Intanto problemi altrettanto importanti, come l’analisi e la formulazioni di prospettive indicate dagli organismi specializzati dalle loro sedi, non sempre stanno confermando le previsioni elaborate dai singoli governi, già non esaltanti di per se canto. Accade così che i risultati finali finiscano, sempre nell’ordine di frazioni di punti, con l’ assistere a variazioni negative del rating a causa della goccia che fa traboccare il vaso. È così che la ripassata da parte del Fmi, Fondo Monetario Internazionale, ha rettificato, abbassandone le percentuali di incremento dei parametri più significativi, gli indicatori dello stato di salute del Paese.Tanto vale per l’anno in corso e per il biennio successivo. Tutto ciò fa guardare il futuro agli italiani e a quanti hanno rapporti con gli stessi, con lenti scure ancor più di quelle usate dai saldatori. C’è da aggiungere che altre situazioni di diverso genere stanno caricando di tensione sia l’aria del Governo di Roma sia quella del Parlamento Europeo a Bruxelles. A Roma, con non poche difficoltà, si sta cercando di portare a miti consigli una dinastia imprenditoriale che sta operando da oltre un secolo nel Paese e va ripetendo, per bocca degli epigoni, che intende dismettere i propri impianti costruiti o ampliati in varie zone del Paese. Non c’è bisogno di aggiungere altro a quanto esposto. Spostando la visuale a Bruxelles, si può assistere e ascoltare il Professor Mario Draghi in piena attività. In questi giorni lo stesso sta riferendo in Commissione Economica i risultati della prima parte dell’ analisi di cui è stato incaricato dalla Commissario von der Leyen. Il leitmotiv della stessa è che l’Unione Europea, allo stato, è paragonabile a un macchinario complesso ma obsoleto, vale a dire che ha fatto il suo tempo. Ora è tempo, a suo dire, che quella versione evolve. Quindi è improrogabile predisporre e realizzare per la Casa Comune un restyling e un aggiornamento della meccanica. Ciò è da intendersi a tutto campo per i motivi esposti di recente su queste colonne, le stesse che saranno completate nel giro di pochi giorni. Semprechè a est non compaiano altri problemi di difesa, se non proprio di altri nuovi, questa volta di offesa. Ciò svelerebbe scenari che, almeno per ora, è meglio considerare incubi e, fino a quando non saranno proprio alle porte, nemmeno nominare.
.